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10 anni di vita del Centro papa Giovanni di Emmenbrücke (LU)

La storia della Missione Cattolica di Lingua Italina nel Canton Lucerna prende avvio il 6 maggio 1894, dunque oltre un secolo fa, allorché il padre cappuccino, padre Giocondo da Vaglio, giunse a Lucerna “per prestare l’occorrente servizio spirituale agli operai italiani”. 

Agli inizi degli anni ’60, a causa del massiccio arrivo di tanta manodopera italiana, proveniente soprattutto dal meridione, la diocesi di Basilea ritenne opportuno dar vita a nuove missioni di lingua italiana nel Canton Lucerna.

Così nel 1962 fu costituita la Missione Cattolica Italiana di Sursee, nel 1966 la Missione Cattolica Italiana di Emmenbrücke e nel 1968 la Missione Cattolica Italiana di Hochdorf.

Con la crisi petrolifera degli anni ’70 e le campagne xenofobe contro l’inforestieramento promosse da James Schwarzenbach, molti nostri connazionali decisero di rientrare in Patria e da allora in poi si assistette ad una progressiva diminuzione del numero di migranti di lingua italiana e ad una sempre maggiore integrazione degli Italiani nella società locale.

Di conseguenza, per quanto concerne le Missioni Cattoliche Italiane, a partire dal 1999 si è verificato un processo inverso, con la chiusura contemporanea delle Missioni Cattoliche Italiane di Sursee e di Hochdorf, che sono state accorpate rispettivamente nella Missione Cattolica Italiana di Emmenbrücke e di Lucerna.

Questo cammino di accorpamento delle Missioni è arrivato al suo culmine il 27 novembre 2011, allorché, con un decreto vescovile emanato dal nostro vescovo diocesano, Monsignor Felix Gmür, è stata sancita la nascita ufficiale della nuova Missione Cattolica di Lingua Italiana nel Canton Lucerna.

La realizzazione di questo nuovo Centro Parrocchiale a disposizione di tutta la comunità cattolica italiana del Canton Lucerna si è reso necessario allorché nell’agosto del 2005 l’esondazione del fiume Kleine Emme costrinse le autorità cantonali ad elaborare un progetto di protezione dalle acque e nel contempo intimò lo sfratto del Centro Al Ponte, luogo predestinato a diventare la futura casa di tutti i cattolici  nel Canton Lucerna, che purtroppo era stato costruito proprio sulla riva adiacente alla Kleine Emme.     

Così, nel giro di alcuni anni, è nata dapprima l’idea e poi il progetto di costruire un nuovo Centro Parrocchiale, in primis per i bisogni dei cattolici italiani del Canton Lucerna, nonché per le richieste della comunità locale e per tutte quelle di lingua straniera. Questo progetto, dopo un certo scetticismo iniziale, pian piano si è guadagnato la fiducia ed il  consenso di tutte le parti responsabili della “Seelsorge” (Cura delle anime) e degli amministratori locali e cantonali.

Così il nuovo progetto ha ottenuto dapprima il nulla osta dalla comunità cattolica di Emmen, che ha approvato con una votazione popolare, la richiesta di mettere a disposizione della comunità italiana un proprio terreno, su cui fosse possibile realizzare il manufatto, e successivamente l’assenso dell’assemblea della Migrantenseelsorge, che ha finanziato l’opera.

Tuttavia, poiché i mezzi finanziari erano insufficienti per realizzare quanto progettato, il parroco, don Mimmo, è riuscito a sensibilizzare tanti artigiani specialisti nella costruzione (oltre un centinaio di persone) che hanno manifestato la propria disponibilità a lavorare gratuitamente, di sera ed al sabato, per il bene della comunità parrocchiale. Così facendo sono stati risparmiati circa 2 milioni di franchi.

È stata veramente una gara di collaborazione a tutti i livelli con grande stupore da parte delle autorità religiose e amministrative di quel tempo; è difficile ancora oggi descrivere tutto quel lavoro e quella disponibilità che poi ci hanno permesso di realizzare il CPG.

Il 9  gennaio 2010 abbiamo assistito alla posa della prima pietra, a settembre dello stesso anno c’è stata la festa della messa a tetto ed il 16 gennaio del 2011, è avvenuta l’inaugurazione ufficiale del nuovo Centro Papa Giovanni. Il nuovo Centro Parrocchiale Italiano, così come in passato, continua a gestirsi autonomamente, grazie alle entrate derivanti dall’affitto dei locali, che consentono di mantenere la struttura e di finanziare la pastorale.

“La gratitudine è la memoria del cuore”.

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