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Dom 22 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Accoglienza immigrati e aiuto alla Siria, a Lugo le famiglie si tassano

    Non ci sono soltanto le notizie sulle barriere innalzate e sull’inasprimento dei controlli ai confini né i messaggi talvolta sguaiati di chi parla di questa umanità dolente senza un minimo di pietà e di compassione. Quella che si è messa in moto nella parrocchia della Collegiata di Lugo, in Romagna, è una delle tante testimonianze nascoste di bene che vale la pena di essere raccontata. L’anno scorso Papa Francesco aveva chiesto a ogni parrocchia di ospitare una famiglia di profughi. A Lugo 170 famiglie hanno deciso di tassarsi mensilmente per aiutare il popolo siriano a rimanere nella sua terra, e allo stesso tempo accogliere tre migranti africani in cerca di un tetto e di un lavoro.

    «Ci siamo lasciati interpellare dall’invito di Papa Francesco - racconta don Leo Poli, il parroco - quando ha chiesto di accogliere una famiglia di profughi come gesto concreto per l’Anno Santo della Misericordia». Sono stati messi in piedi due progetti. Il primo, riconoscendo l’importanza di aiutare chi soffre nella propria terra, è «un aiuto mensile ai cristiani perseguitati della Siria, con offerte inviate al vescovo latino di Aleppo, Georges Abou Khazen, e al parroco di Aleppo padre Ibraim, che provvedono a sostenere le famiglie più bisognose».

    «Diverse sono state le forme di aiuto ed è incredibile - sottolinea il parroco - l’intraprendenza che si sta creando. 170 famiglie si sono impegnate a versare 20 euro mensilmente con bonifico continuativo a costo zero, grazie alla disponibilità degli istituti bancari». Inoltre i catechisti durante la Quaresima hanno realizzato un pozzo in carta pesta collocandolo davanti all’altare e hanno invitato i bambini a piccole rinunce a favore degli abitanti di Aleppo rimasti senza acqua, raccogliendo 1.600 euro. Don Leo si commuove raccontando ciò che ha fatto un bambino di prima elementare, Paolino, che di sua iniziativa ha costruito dei portachiavi con tappi di sughero decorandoli, e poi è andato a venderli bussando alle porte di vicini e conoscenti. «Con fierezza una domenica mattina prima della messa è venuto a consegnarmi un sacchettino con 36 euro in monete».

    Un evento che ha toccato le vite di molte persone è stata la morte prematura di un giovane ventenne della parrocchia in un incidente stradale. «Per volontà dei genitori - spiega don Leo - le offerte raccolte in suo suffragio sono state devolute ad Aleppo e la cifra raccolta è di 8.500 euro. Grazie a tutte queste iniziative da dicembre a oggi abbiamo raccolto e inviato ad Aleppo 30.000 euro». Ogni mese la comunità viene aggiornata sulle condizioni della popolazione di Aleppo, con la diffusione delle lettere inviate da padre Ibraim.

    Pochi giorni fa il vescovo Abu Khazen, ha fatto visita alla comunità e «ci ha documentato che nel dramma di Aleppo sta crescendo l’essenzialità della loro esperienza nell’unità fra le varie confessioni cristiane e che nonostante due milioni di abitanti abbiano cercato rifugio altrove, nessun consacrato ha abbandonato quel popolo. Impressionante come in questa tragedia in qualcuno vinca la solidarietà, al punto che famiglie prima di partire consegnano ai religiosi le chiavi di casa perché le loro abitazioni siano messe a disposizione di chi ne rimane privo».

    Il secondo progetto, una risposta pronta all’appello di Papa Francesco, riguarda l’accoglienza di tre profughi. «In Dicembre - racconta ancora il parroco - abbiamo preso in affitto un appartamento ammobiliato e vi abitano un volontario e tre ragazzi profughi, Salion, Mamadon e Muhammed, usciti da un centro di prima accoglienza. Tutti e tre hanno il permesso di soggiorno per motivi umanitari».

    Il tutor, Marco, «vive con loro accompagnandoli nel quotidiano e stimolandoli a una responsabilità ha reso possibile la loro crescita, la loro formazione - stanno imparando l’italiano - la loro integrazione. Due di questi hanno già trovato lavoro e sistemazione altrove e nuove relazioni facendo nascere nuove amicizie, al punto che uno di loro ha detto: “La mamma, la signora Domenica, Simona, la zia e lo zio, le figlie, gli amici del calcio, la signora marocchina e quella russa compagne di scuola, quello e quell’altra, la Chiesa; oggi posso piangere, perché ho chi mi asciuga le lacrime”».

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