Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Lun 9 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Al lavoro nel «Consiglio delle donne» per far sentire la voce della Chiesa in Ticino

    Da anni, ormai, esiste un organismo totalmente al femminile che ha il compito di riflettere e approfondire i temi più vari e rilevanti per la vita della Chiesa cattolica in Svizzera, ma non solo. È il “Consiglio delle donne”: un organo consultivo, nato inizialmente per trattare i temi che riguardavano le donne e il mondo femminile, ma che con gli anni è diventato luogo di dibattito per grandi temi che coinvolgono tutti. Oggi è composto da 9 donne e da un vescovo (mons. Beat Grögli, nuovo vescovo di San Gallo) che fa da interfaccia tra tale consiglio e la Conferenza dei Vescovi: da pochi mesi, tra queste nove donne vi è anche la ticinese Corinne Zaugg, giornalista e presidente dell’Unione Femminile Cattolica Ticinese. “È una realtà – ci spiega – in cui ci occupiamo di affrontare diversi temi che interessano la Chiesa, ma anche la Svizzera laica e cerchiamo di rileggerli dal punto di vista femminile con una sensibilità un po’ diversa rispetto a quella che si vive all’interno di una conferenza di vescovi tutta al maschile”.

    Nove donne provenienti da tutta la Svizzera e “da orizzonti culturali e linguistici molto differenti l’una dall’altra: ci sono agenti pastorali, insegnati, catechiste… tutte donne che vivono immerse a vario titolo nel mondo della Chiesa svizzera. Tra queste: la priora del monastero di Fahr, Irene Gassman, la ginecologa Franziska Zen Ruffinen, che fa parte anche del Catholic Women’s Council o ancora Vroni Perterhans, presidente dell’associazione OeKu (Chiese per l’ambiente)”.

    Ma quale apporto può portare una donna ticinese all’interno di questo consiglio? “Ho sempre ritenuto molto importante – spiega Corinne Zaugg - che la diocesi di Lugano abbia una porta aperta verso la Chiesa svizzera: ne facciamo parte, anche se culturalmente abbiamo spesso un occhio più aperto a quello che avviene in Italia. Ma anche la diocesi di Lugano ha molto da dare alla Chiesa svizzera e mi sembrerebbe un peccato sprecare questa occasione. Creare ponti tra lingue e culture è estremamente fecondo, sia per una parte che per l’altra”.

    Il “Consiglio delle donne” si riunisce quattro volte l’anno poco prima dell’assemblea della Conferenza dei vescovi: “C’è un parallelismo tra il lavoro della CVS e quello del Consiglio delle donne. Prima delle assemblee dei vescovi, invitiamo i vescovi a voler condividere uno o più temi che verranno discussi in Conferenza. L’obiettivo è quello rafforzare il rapporto di reciprocità: nel senso che anche quanto emerge all’interno del Consiglio delle donne, venisse portato alla CVS. L’uso che ne verrà fatto, non lo conosciamo, ma quello che ho potuto già constatare è che c’è un clima molto positivo e di reciproco ascolto”.

    Corinne Zaugg ha assunto da poco questo nuovo ed importante incarico ma le è già chiaro che quello che è stata chiamata a svolgere “è un impegno importante non solo per le donne, ma per la Chiesa tutta. La presenza delle donne anche lì dove vengono prese le decisioni, è sempre più necessaria”. Creare un organo di questo genere “è stato un cambio di passo per tutta la Chiesa svizzera. E piano piano, ora, si fa strada l’idea che non ci sono temi maschili e temi femminili, ma che insieme, ci si può/deve occupare di tutto. Quest’anno i quattro incontri sono stati dedicati al Sinodo sulla sinodalità. Per me si tratta di una bellissima occasione per contribuire a creare una Chiesa sempre più aperta e accogliente che desidera camminare insieme con tutto il suo popolo”.

    Consiglio delle donne
    Consiglio delle donne

    Domenica 26 ottobre a «Chiese in diretta» (Rete Uno ore 8.30) andrà in onda il servizio sul «Consiglio delle donne» con l’intervista a Corrine Zaugg. (red)

    News correlate

    News più lette