di Gianni Ballabio
Intenso, ricco e impegnativo il Convegno tenutosi gli scorsi giorni (27 e 28 agosto) e promosso dall’Istituto RETE della Facoltà di teologia di Lugano. Tema: “Esperienza religiosa tra Oriente e Occidente. Identità in dialogo” di cui abbiamo già raccontato la prima giornata.
La seconda giornata si è aperta con la chiara e a tratti pure toccante esposizione di Mons. Azzolino Chiappini, già Rettore della Facoltà teologica di Lugano. Ha colto un Percorso spirituale dall’Occidente all’Oriente nella persona e nell’esperienza di Thomas Merton, i cui dati biografici sono già indicativi al riguardo. Nasce infatti a Prades in Francia il 31 gennaio 1915 e muore a Bankok il 10 dicembre 1968, a causa della scarica elettrica di un ventilatore difettoso. Di questo suo viaggio in Oriente ha lasciato una suggestiva testimonianza nel suo “Diario asiatico”, uscito postumo nel 1973, dove sono annotati luoghi, impressioni, sentimenti, scoperte, lungo un itinerario arricchito da momenti significativi, come le conferenze da lui tenute e gli incontri, in particolare quelli con il Dalai Lama.“Thomas Merton - ha sottolineato il relatore - non fu uno specialista del pensiero religioso orientale, in particolare del buddismo. Non fu un ricercatore, studioso dei testi nelle lingue originali. Tuttavia lo stesso Dalai Lama avrebbe dichiarato di non conoscere nessun altro cristiano così informato sull’esperienza buddista”. Una ricerca e uno studio quindi non per scopi scientifici, ma spirituali in un “incontro-scambio tra diverse tradizioni religiose”. Annotava infatti, relativamente agli incontri con il Dalai Lama: “abbiamo parlato di varie teorie della conoscenza, tibetane e tomistico-occidentali”, con un particolare interesse verso il monachesimo, sottolineando l’importanza che “i monaci costituissero nel mondo esempi viventi della libertà e della trasformazione della coscienza, che si possono conseguire con la meditazione”. Fino a concludere che “l’esperienza asiatica gli ha forse fatto scoprire quella che è l’essenza del monachesimo e il desiderio non solo della vita cristiana, ma più profondamente di ogni esistenza umana”. Si è infatti scritto di lui:
“Merton era un poeta e contemporaneamente un monaco contemplativo. Per lui tutto è dono e da tenere in comunione: bellezza, grazia, umanità, libertà e trascendenza”.La seconda relazione della mattinata era affidata al Prof. Yahya Pallavicini, presidente della C0.RE.IS (Comunità Religiosa Islamica in Italia).
Tema a lui affidato: “Metafisica orientale e Islam europeo. Quando il sole sorgerà in Occidente”.
Una relazione intensa in cui è stato sottolineato in particolare che l’Occidente si interroga sulla sua crisi e sul suo disagio, cercando aiuti per la sua fede e per trovare sbocchi di uscita. In questa prospettiva si rivolge ad altre aree geografiche e culturali e ritiene che l’Oriente, con la sua visione intensa e profonda, sia in grado di dare quelle prospettive nuove di cui ha necessità. Non si tratta, ha sottolineato il relatore, di accettare l’uno e di negare l’altro. Non si tratta nemmeno di fare confusione, ma di accogliere le rispettive specificità, dove comunque Dio è sempre presente. Un’interazione Oriente - Occidente, che significa arricchimento, a condizione che l’incontro sia colto e vissuto nella sua autenticità, in dialogo aperto, costruttivo e sereno.
Con questa significativa chiusura del relatore, altamente allegorica e luminosa di speranza: “In realtà, quando il sole sorgerà ad Occidente, Dio avrà effettuato un contro-ribaltamento all’inversione e alla decadenza degli uomini nella loro errata amministrazione dello spazio e del tempo e così facendo verrà ripristinato l’ordine primordiale e la corretta assialità dei poli rispetto alla cosmologia tradizionale dell’origine della creazione divina”.
L’attività del pomeriggio, impostata su un piano seminariale, è stata guidata dal Prof. Alberto Palese, docente presso la Facoltà teologica di Lugano. Affrontando il tema a lui affidato (La scienza, dal pensiero divino al mondo disincantato e ritorno. L’Oriente cristiano come luogo di incontro), ha precisato, attraverso un percorso storico-antropologico, il cammino dell’uomo e dell’umanità dagli inizi e lungo il tempo. L’esposizione, impostata a partire da domande di fondo, suffragata dal richiamo ai miti quali altrettante modalità esplicative, sostenuta da attenti e precisi accenni bibliografici, ha permesso di cogliere, al culmine di un lungo cammino, il significato profondo di religione, il cui compito essenziale è quello di dare un senso all’uomo, al suo cammino, al suo futuro. Religione colta come un motore e talora alla luce dello stesso discorso scientifico.In questa prospettiva è utile e importante che le religioni possano dialogare e confrontarsi anche per correzioni e arricchimenti reciproci.
Si è poi soffermato in particolare sull’esperienza e il vissuto dell’Oriente cristiano e sull’impegno dello stesso nei confronti della grande problematica ecologica, commentando testi del patriarca Bartolomeo I, di Ioannis Zizioulas, metropolita ortodosso di Pergamo, dello stesso Dalai Lama. Relativamente all’Occidente ha riproposto la visione di Theilard de Chardin e il chiaro messaggio al riguardo di papa Francesco con il suo invito alla “conversione ecologica” contenuta nella sua enciclica Laudato sì.
Le conclusioni del convegno
Quale conclusione di questo intenso Convegno, può essere citata la seguente precisa sintesi del Prof. Adriano Fabris.Abbiamo bisogno di Oriente, di quello che ci offre, di quel qualcosa che propone quale orientamento, quei punti cardinali che sono un aiuto e ci permettono di progredire verso la luce della verità.
Non è facile peraltro definire Oriente, Occidente, Nord e Sud, perché rimangono luoghi relazionati alla prospettiva personale ed esistenziale.
Nemmeno è facile parlare di Oriente, in quanto lo si qualifica in modi diversi: abbiamo infatti l’Estremo Oriente delle grandi correnti di pensiero, il Medio Oriente dei tre grandi monoteismi, e l’Oriente cristiano ortodosso.
Dal canto suo l’Occidente rimane forse il luogo di uno sfrenato sviluppo tecnologico con il rischio di smarrire l’orientamento.
E’ quindi importante la capacità di dialogare, che presuppone il prendere coscienza dei punti in comune riferiti in particolare :
alla metafisica della creazione
alla proto-fede come il cammino del credere e del capire
alla comune esperienza del dolore e del male.
Un dialogo infine da costruire tra persone e non tra categorie astratte, nonostante le difficoltà che ci sono e che dobbiamo imparare a superare.