Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

Avvento 2020: letture di Bibbia e Corano (IV)

Nel corso di questo periodo di avvicinamento a Natale, periodo che è contrassegnato dall’incertezza preoccupante della pandemia in corso, il biblista ticinese e esperto di religioni abramitiche Renzo Petraglio fornirà, a cadenza settimanale, preziosi stimoli per una riflessione spirituale interreligiosa che permette di guardare nella personale interiorità per costruire una vita sociale più umana e umanizzante. Chi volesse leggere i testi proposti negli anni precedenti, visiti pure il sito www.absi.ch (rubrica: formazione biblica/letture interreligiose). Ecco il quarto scritto di questo Avvento. 

Tener viva la speranza 

di Renzo Petraglio

Durante questa quarta settimana d’Avvento, voglio guardare a Gesù e ascoltare il suo messaggio,
un messaggio che ci permette di tener viva la speranza. Su questo tema, penso a una pagina del
Vangelo secondo Matteo, una pagina nella quale viene presentato un dialogo di Gesù con i farisei
e gli scribi. Le azioni che Gesù compie suscitano soprattutto reazioni negative. Ma, tra gli scribi e i
farisei, alcuni mostrano una certa disponibilità. Leggiamo insieme questa pagina.
38 Alcuni tra gli scribi e i farisei si rivolsero a Gesù dicendo: «Maestro, vogliamo - da te - vedere
un segno». 39 E Gesù, rispondendo, disse loro: «Una generazione maligna e adultera ricerca un
segno! E un segno non sarà dato ad essa se non il segno di Giona il profeta. 40 Infatti, proprio
come era Giona nel ventre del cetaceo tre giorni e tre notti, così sarà il Figlio dell’uomo nel
cuore della terra tre giorni e tre notti. 41 Al momento del giudizio, gli uomini di Ninive si
leveranno con questa generazione e la condanneranno, perché essi ascoltando la
proclamazione di Giona hanno cambiato mentalità e stile di vita. Ed ecco: c’è, qui, più di
Giona. 42 Al momento del giudizio, la regina del Sud si alzerà con questa generazione e la
condannerà perché lei è venuta dalle regioni più lontane della terra per ascoltare la saggezza
di Salomone. Ed ecco: c’è, qui, più di Salomone» (12,38-42).
Rispondendo agli scribi e ai farisei che chiedono un segno a Gesù 1 , Gesù torna - per tre volte nel
verso 39 - sulla parola «segno» 2 . Il solo segno carico di significato per Gesù è «il segno di Giona il
profeta». Come si legge nel libro che porta il suo nome, «era Giona nel ventre del cetaceo tre
giorni e tre notti» (Giona 2,1). E questo racconto del libro di Giona offre a Gesù l’occasione per
evocare il suo destino, un destino rivelato con immagini molto efficaci : «sarà il Figlio dell’uomo
nel cuore della terra tre giorni e tre notti  3 .
Se c’è una similitudine tra la figura di Giona e l’avvenimento della morte e della sepoltura di Gesù,
la reazione dei Niniviti è ben diversa rispetto a quella della generazione al tempo di Gesù. Infatti i
Niniviti, ascoltando la predicazione di Giona, «hanno cambiato mentalità e stile di vita». Ma i
contemporanei di Gesù hanno rifiutato di cambiare ascoltando il suo messaggio. Eppure… «c’è,
qui, più di Giona» (v. 41).
Nell’ultima frase Gesù presenta anche un modello femminile. La regina del Sud, come si può
leggere nel Primo libro dei Re (3,12 e 10,1-13), è venuta a Gerusalemme per ascoltare il re
Salomone e il suo messaggio di saggezza. Ma i contemporanei di Gesù rifiutano il messaggio di
Gesù. Eppure… «c’è, qui, più di Salomone» (v. 42).
Questa pagina del Vangelo è dunque, per noi, un invito ad ascoltare il messaggio di Gesù, sapendo
che la sua saggezza è ben più grande di quella di Salomone. Ascoltando questo messaggio,
sappiamo anche che Dio non ha abbandonato Gesù - e non abbandonerà nessuna e nessuno di noi«nel cuore della terra».

Accanto a questa pagina del Vangelo secondo Matteo, si potrebbero leggere le pagine nelle quali il
Corano parla di Giona presentandolo anche come «l’uomo del pesce» 4 . Ma, per questa settimana,
voglio tornare sulla parola « segno ». Ecco dunque una piccola sezione della Sura 30, i versi 22-25.
22 Uno dei Suoi segni è che ha creato i cieli e la terra e le vostre varie lingue e i vostri vari
colori. In questo c’è un segno per chi sa capire. 23 Uno dei Suoi segni è il vostro sonno di notte
e di giorno, e il vostro andare alla ricerca della Sua grazia. In questo c’è un segno per chi sa
ascoltare. 24 Uno dei Suoi segni è che vi mostra il lampo, per vostro timore e vostra speranza, e
fa cadere dal cielo dell’acqua con cui risuscita la terra morta. In questo c’è un segno per chi
ragiona. 25 Uno dei Suoi segni è che i cieli e la terra si tengono fermi al Suo comando e poi,
quando Egli vi chiamerà con un unico grido, voi uscirete dalla terra (Sura 30,22-25 5 ).
Questa pagina insiste sulla parola «segno». E, tra i segni che Dio ci dona, c’è il dono della pioggia
mediante la quale Dio «risuscita la terra morta» (v. 24). E questo segno può permetterci di
guardare al futuro con fiducia: «voi uscirete dalla terra» alla sua chiamata, al suo «unico grido».
È il momento di terminare questa pagina. Il Vangelo ci invita ad accogliere il messaggio di Gesù e a
guardare al di là della morte, alla risurrezione quando noi saremo con Gesù. E il Corano insiste su
Dio che, tra le sue azioni sorprendenti, ci dà dei segni che ci aiutano a guardare verso la
risurrezione. Pensando alla nascita di Gesù possiamo ricordare che - secondo il Corano - gli angeli
hanno detto a Maria: «Maria! Dio ti rallegra con una Parola che viene da Lui: il suo nome è “l’Unto,
il Cristo, il Figlio di Maria”. Egli sarà eminente nella vita quaggiù e nella vita futura. Egli è nel
numero di quanti sono vicini a Dio» (Sura 3,45) 6 .
Sì, con Gesù potremo, anche noi, essere «nel numero di quanti sono vicini a Dio», delle persone
vicine a Dio insieme al Figlio di Maria. Ma, nella nostra vita quaggiù, dobbiamo impegnarci, mia
cara, amico mio, mettendo in pratica la sua parola. Coraggio, dunque, siamo insieme su questa
strada.

1 La loro attitudine è più aperta rispetto a quella di farisei e sadducei i quali, in Matteo 16,1, chiedono un segno a Gesù « per tendergli un tranello ».
2 Questa frase torna, quasi identica, in 16,4, come risposta ai farisei e ai sadducei.
3 Cf. F. De Carlo, Vangelo secondo Matteo. Nuova versione, introduzione e commento, Paoline, Milano 2016, p. 363.

4 Per Giona nel Corano, cf. A. Godin et R. Foehrlé, Coran thématique. Classification thématique des versets du Saint Coran, Éditions Al-Qalam, Paris, 2004, p. 245. Cf. anche M. Chebel, Dictionnaire encyclopédique du Coran, Fayard, Paris 2009, p. 235s.
5 Questa traduzione, riprende, con leggere modifiche, quella proposta ne Il Corano, a cura di Alberto Ventura.
Commenti di Alberto Ventura, Ida Zilio-Grandi e Mohammad Ali Amir-Moezzi, Mondadori, Milano 2010, p. 247.
6 Cf. M. Gloton, Jésus le Fils de Marie dans le Coran et selon l’enseignement d’Ibn ‘Arabî, Albouraq, Beyrouth 2006, p. 125.

News correlate

News più lette