Di Corinne Zaugg
Che cosa accomuna Etty Hillesum, Thomas Merton e Padre Werenfried van Straaten? Innanzitutto l’essere nati tutt’e tre nel mese di gennaio nell’arco temporale che va dal 1913 al 1915 in un Europa che li vede bambini durante la prima guerra mondiale e giovani adulti allo scoppio della seconda tragedia del secolo breve. Non so se si conobbero, se mai i loro passi ebbero ad incrociarsi: Etty e Padre Werenfried nacquero ad una manciata di chilometri l’uno dall’altro nel nord dell’Olanda e Thomas Merton e Padre Werenfried furono due monaci con addosso un medesimo e radicato odio nei confronti della guerra. Il primo a vedere la luce é padre Werenfried, nel 1913 a Mijdrecht, in Olanda, ad un centinaio di chilometri da Middelburg, che appena un anno dopo, vedrà nascere Etty. Si affaccia all’università col proposito di studiare filosofia e letteratura. Giovane contestatario e testa un po’ calda, milita in diversi partiti, ne fonda addirittura uno suo e sente forte la vocazione di stare dalla parte dei più poveri, dei deboli, degli esclusi. Come aiutarli nellamaniera più efficace? Attraverso l’azione politica o la vita religiosa? Si trova dinnanzi a questo bivio. Sceglie questa seconda via: ad attrarlo la vita semplice ed umile dei Cappuccini. La sua salute troppo fragile, gli preclude però questa strada. Che fare? Per prendersi una pausa di riflessione va in Belgio, presso l’Abbazia di Tongerlo, dove conosce alcuni padri premonstratesi. Durante la settimana Santa del 1934 decide di entrare in convento e per tutta la sua lunga vita non abbandonerà più l’abito di questo ordine. La guerra, ma soprattutto il dopo-guerra lo indignano. Vede torti e ragioni da entrambe le parti, ma soprattutto vede gli uomini di qualsiasi schieramento, partito, nazione, sia che appartengono ai vinti che ai vincitori, umanamente sconfitti e attraversati dall’odio e dal rancore. La riconciliazione diventa il suo chiodo fisso. E comprende che se si vogliono ricomporre le ferite del recente conflitto e salvare l’Europa tutta, occorre reintegrare la Germania in essa, pena lo scatenarsi di un’infezione che prima o poi farà ammalare l’intero corpo. Si fa quindi personalmente carico di andare a mendicare quel poco di cibo che c’è per condividerlo tra tutti. Vincitori e vinti. E dalle cantine delle famiglie contadine delle Fiandre, vengono donati ai tedeschi ridotti allo stremo, tonnellate e tonnellate di lardo. “I tedeschi erano isolati” ricorda padre Werenfried nelle sue memorie, “bisognava dimostrare che non erano rimasti completamente soli e che c’erano ancora dei cristiani che avevano pietà di loro e che li volevano aiutare.”Amare nonostante tutto e non lasciare che l’odio abbia l’ultima parola, è stata anche l’ostinata convinzione della giovane sua compatriota e coetanea, Etty Hillesum. Etty è giovane, bella, corteggiata, intelligente, da poco si è laureata e sta per affacciarsi alla sua vita da adulta. Lo scoppio della seconda guerra mondiale la trova proprio mentre sta per spiccare il volo e finirà per tarparle definitivamente le ali nel campo di concentramento di Auschwitz, il 30 novembre del 1943. Oggi, non solo è ritenuta una delle maggiori scrittrici del suo Paese, ma il suo percorso spirituale ha toccato, commosso, contagiato, lettori di tutti il mondo e di tutte le religioni. Come per il giovane Werenfried, anche per lei la guerra, la deportazione degli ebrei, la follia nazista montante non hanno oscurato o negato l’esistenza di Dio, ma fatto emergere “il Dio in noi”, quel Dio fragile e nuovamente crocifisso, a cui occorreva correre in aiuto. Mentre l’Europa era messa a ferro e fuoco, mentre ogni giorno poteva essere l’ultimo e la sua valigia giaceva pronta sul letto in attesa del treno che l’avrebbe portata via, dalla sua penna non è uscita una sola parola di odio. E quel diario inizialmente nato come una conversazione tra sé e sé, lentamente è diventato intimo, appassionato dialogo con Dio.
La guerra ha plasmato anche la vita di Thomas Merton, il terzo componente di questo straordinario terzetto, che ha visto la luce nel mese di gennaio di esattamente cento anni fa in Francia. Monaco inqueto come Werenfried e scrittore cristiano di enorme talento come Etty, Thomas Merton si convertì al cattolicesimo nel 1938: tre anni dopo entrò tra i monaci cistercensi di stretta osservanza dove venne ordinato sacerdote nel 1949. E mentre fuori la guerra imperversava, Thomas Merton viveva nel chiuso della Trappa, una vita di solitudine e preghiera che non fu fuga dal mondo ma preparazione a divenire quello chesarà chiamato ad essere. Nel ‘58: la svolta della sua vita. In una sorta di esperienza mistica ha la chiara percezione della comunione interiore tra lui, il proprio tempo e tutta l’umanità. Fu come se tra il mondo e il monastero fossero crollati i muri e si fosse creato un varco di comunicazione. Thomas Merton irrompe così nel mondo per levare alta la sua voce non-violenta contro le guerre, in favore dei diritti civili degli afro-americani, contro il nucleare. La morte lo colse nel 1968, fulminato da una scarica elettrica di un ventilatore, mentre si trovava in Tailandia, ad un convegno monastico.
Anche il percorso umano di Etty si interruppe presto, troppo presto. Non sappiamo cosa sarebbe diventata, se il suo destino le avesse previsto un futuro oltre i cancelli di Auschwitz.
L’impegno di Padre Werenfried di andare oltre la pace, verso una vera riconciliazione, si è concretizzato nel 1947 nella creazione di una organizzazione oggi mondialmente presente -“Aiuto alla Chiesa Che Soffre”- che ha come obiettivo quello di portare aiuto e sostegno ai cristiani di tutto il mondo che vivono minacciati dalla povertà, dall’ignoranza, dalle catastrofi naturali, dalle guerre, dalla libertà religiosa negata. Contrariamente a Etty e a Thomas, ebbe in dono una lunga vita che si concluse a novant’anni, nel 2003.