di Gino Driussi
Il vescovo della Chiesa cattolica cristiana svizzera, Harald Rein, ha annunciato le sue dimissioni, per motivi di età, per il prossimo 30 novembre, ma celebrerà la sua messa di commiato già domenica pomeriggio 29 ottobre nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Berna, che è un po’ la sua “cattedrale”.
Harald Rein, 66 anni, di origine tedesca, naturalizzato svizzero nel 2001, è alla guida della Chiesa cattolica cristiana dal 2009, quindi lo sarà rimasto per più di 14 anni. Ê stato anche presidente della Comunità di
lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera per due anni e presidente del Consiglio svizzero delle religioni per 5 anni. È stato molto attivo nel dialogo ecumenico a livello sia nazionale sia internazionale. A questo proposito, commentando il secondo rapporto della commissione di dialogo tra le Chiese cattolica romana e vetero-cattoliche, pubblicato nel 2017, Rein lo ha ritenuto positivo, almeno su certi punti, sebbene l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Gerhard Ludwig Müller, abbia scritto che il problema più difficile che impedisce la piena comunione è l’ordinazione sacramentale delle donne nella maggior parte delle Chiese vetero-cattoliche. Per Müller, solo se queste ultime dichiareranno l’invalidità di queste ordinazioni e se ne asterranno in futuro sarà possibile una riunificazione.
Il problema della secolarizzazione
Durante il suo episcopato, il vescovo Rein ha posto l'accento su un buon contatto con i fedeli, sul
completamento e la pubblicazione dei libri liturgici in tutte e tre le lingue nazionali e su nuove forme di organizzazione e di formazione. Infatti, anche se si rileva una maggiore fedeltà dei membri nel contesto di una piccola Chiesa, anche la Chiesa cattolica cristiana è interessata dai grandi cambiamenti dovuti alla sempre più crescente secolarizzazione. E a proposito di secolarizzazione, nel suo messaggio di commiato Rein ha scritto che sarà proprio questa la più grande sfida che la sua Chiesa dovrà affrontare nei prossimi anni.
Ricordiamo che la Chiesa cattolica cristiana – che è una delle tre Chiese nazionali – si è costituita in Svizzera tra il 1871 e il 1876 ad opera di cattolici liberali che si erano opposti ai dogmi del Concilio Vaticano I del 1870 sull’infallibilità e la giurisdizione universale del Papa. Nel 1889 ha partecipato, insieme con i vescovi vetero-cattolici dell’Olanda e della Germania, alla costituzione dell’Unione di Utrecht, che si è poi allargata con il passare degli anni. Ammette il clero sposato e, dal 1999, anche le donne prete (attualmente ve ne sono 9). Nel nostro Paese, i cattolici cristiani sono circa 13 mila, suddivisi in 33 comunità, in maggioranza nella Svizzera tedesca. La piccola comunità ticinese è affidata alla presbitera Elisabetta Tisi, di Milano.
Colui (o colei) che succederà ad Harald Rein verrà eletto all’episcopato nel maggio 2024 ad Aarau dal Sinodo della Chiesa cattolica cristiana, che comprende 120 delegati (40 appartenenti al clero e 80 laici). Necessario il quorum dei due terzi.