Calendario Romano Anno A / Gv 14, 15-21 / VI Domenica di Pasqua
Fiori dispersi e primavera dello spirito
di Dante Balbo*
Da noi nell'emisfero settentrionale la Pasqua coincide con la primavera, così che la rinascita della natura ben si adatta a rappresentare l'evento della risurrezione, nel quale a fiorire è la speranza che ogni vita possa risorgere con Cristo. Se nelle prime domeniche dopo la Pasqua abbiamo contemplato il Signore risorto che si manifesta ai suoi discepoli, alle donne, ai testimoni che ne diffonderanno la notizia, in questa domenica è lo Spirito santo a comparire: sarà lui il protagonista, dopo la Pentecoste, della vita della Chiesa, ma soprattutto dell'esperienza della risurrezione nel vissuto di tutti coloro che ne accolgono la presenza. Lo Spirito santo anima, vivifica, testimonia, rende vero nella carne e nel sangue dei credenti il legame profondo con Gesù e con il Padre. Don Willy Volonté lo chiama regista; in effetti è lui a guidare il cammino dei discepoli in una esperienza apparentemente fallimentare, ma che invece sarà così fruttuosa da generare la Chiesa come la conosciamo noi. Infatti per sfuggire alla persecuzione che quasi immediatamente si scatenerà contro la Chiesa nascente, l'unico modo sarà di disperdersi, fuggire da Gerusalemme, per giungere in Asia e in Europa. Se all'inizio la Chiesa si forma per aggregazione, aggiungendo ogni giorno coloro che accolgono l'annuncio degli apostoli, in seguito i discepoli, sparpagliandosi per le terre conosciute, diventeranno centri di moltiplicazione. La speranza della primavera perenne in compagnia di Gesù sarà l'elemento essenziale della predicazione, cui invita anche l'apostolo Pietro nella sua lettera esortando i cristiani a dare ragione della loro speranza, non immaginaria, ma fondata sull'esperienza vissuta: le nostre mani hanno toccato, i nostri occhi hanno visto, abbiamo udito il Verbo della vita e lo annunciamo a voi. Come il vento disperde i fiori per rinnovare la primavera, così lo Spirito semina per mezzo dei credenti inviati fino ai confini della terra, la primavera della vita nuova che non avrà mai fine.
*Da Il Respiro spirituale di Caritas Ticino su TeleTicino
Calendario Ambrosiano Anno A / Gv 14, 25-29 / Domenica VI di Pasqua
«Lasciamoci istruire dal Maestro interiore»
di don Giuseppe Grampa
Stupenda la rivelazione racchiusa nell'evangelo odierno: la distanza che ci separa da Lui non offuscherà la memoria di Lui, anzi, tutto ci sarà ricordato. Protagonista di questa piena comprensione sarà lo Spirito, il «Paraclito». Questo strano termine trascrive una parola greca che vuol dire «chiamato presso qualcuno», in latino advocatus cioè «avvocato».
Il tempo dopo Gesù non è tempo di assenza, tempo vuoto, come è vuota la casa quando una persona cara ci lascia. Il tempo dopo Gesù sarà abitato dal suo Spirito.
Sottolineo «il suo». Gesù è uomo davvero riempito di Spirito Santo. Il suo concepimento, infatti, è opera dello Spirito Santo (Lc 1,35), mentre è manifestato al battesimo nel Giordano come ripieno di Spirito Santo (Lc 3,22), oppure è «mosso» dallo Spirito che è su di Lui, lo riempie (Lc 4,1.14.18). Gesù, inoltre, «esulta» nello Spirito (Lc 10,21) e morendo non esalerà tanto l'ultimo respiro ma emetterà lo Spirito, cioè darà, trasmetterà il suo Spirito (Gv 19,30). Si compie così la promessa: lo Spirito infatti viene mandato nel nome di Gesù e ricorderà tutto ciò che Gesù ha detto.
Vorrei sostare su questo legame tra Gesù e lo Spirito. Forse ci aiuterà a meglio comprendere questa misteriosa presenza: lo Spirito dà forma in noi al volto stesso di Gesù, quel volto che noi non abbiamo mai visto ma che è riprodotto in noi. E se lo Spirito, come promette Gesù, riporterà alla memoria e farà pienamente comprendere tutte e solo le parole di Gesù, vuol dire che non dobbiamo attenderci nessuna altra rivelazione, nessuna altra parola decisiva per il nostro cammino di fede. Quanto è necessario per il nostro cammino di discepoli del Signore è già racchiuso nelle parole di Gesù consegnate negli Evangeli. Lo Spirito non aggiungerà neppure una parola a quelle che Gesù ha detto.
Lasciamoci dunque istruire dallo Spirito, il nostro Maestro interiore.