Comunicato del vescovo responsabile per i media nell'ambito della Conferenza dei vescovi svizzeri
L'eliminazione delle tre trasmissioni religiose, «Faut pas croire» su RTS1, «Hautes fréquences» su La1 e «A vue d’esprit» su Espace 2, avrà conseguenze nell'affrontare i soggetti religiosi da parte del servizio pubblico della Svizzera francofona. Questi tagli saranno anche la causa della soppressione di posti di lavoro per giornalisti impegnati in un servizio ecumenico quale Cath-Info, per la parte cattolica, e Media-pro, per la parte protestante. Voglio esprimere la mia più profonda solidarietà.
Come vescovo responsabile nel favorire una presenza cattolica, aperta ed ecumenica, in tutti i media, esprimo la mia preoccupazione. E' in gioco il luogo dove viene dato risalto alla dimensione religiosa dell'uomo, in questi tempi dove la religione è così spesso e in così diversi modi d'attualità.
Mi sembra importante sottolineare l'importanza del servizio pubblico anche per tutto ciò che riguarda la dimensione spirituale ed ecumenica della nostra cultura e del nostro futuro.
Si potrebbe anche trovare nuovi modi di fruttuosa collaborazione tra il servizio pubblico e le chiese nell'interesse dei dibattiti che riguardano la società.
Alain de Raemy +, vescovo dei media