Ricordare
Prendendo congedo dall’architetto Franco Pessina (1933-2021), deceduto lo scorso mercoledì, 8 dicembre, i parenti più stretti e gli amici si sono riuniti, in forma privata, venerdì 10 dicembre, per ricordare (cor-dare), dare il cuore, all’uomo Franco Pessina: alle sue lotte, ricerche, dibattiti, inquietudini, gioie e sofferenze, amori e dolori; prove e successi.
Franco, nato e cresciuto ai piedi della salita Chiattone, che conduce alla cattedrale (quasi una premonizione del suo ultimo lavoro), nel turbinio dei fatti della vita, negli eventi della storia, nelle domande, desideri ed ideali della professione, restò sempre legato a Lugano, nonostante gli studi, gli insegnamenti, i lavori a Bellinzona, Zurigo e Nancy.
Ringraziare
Dico grazie, esprimo riconoscenza e gratitudine per il suo lavoro di architetto, che io ho conosciuto nel restauro di due Chiese: la Chiesa di Santa Maria della Misericordia al Collegio Papio di Ascona e la Chiesa Cattedrale a Lugano.
Franco Pessina riuscì a trovare l’accordo tra il passato e il presente, la conservazione dei valori dei passato e le novità dei tempi nuovi. Sarebbe stato più audace, se le commissioni glielo avessero concesso, ma il rispetto per il passato e l’armonia con il presente, la collaborazione tra la sua competenza laica, tecnica, professionale e le richieste degli uomini di Chiesa, le esigenze del luogo religioso e il rispetto del Sacro richiedevano grande sensibilità per venire armonizzate.
La sua acribia, l’accuratezza della ricerca, il riguardo dalle richieste ricevute hanno portato risultati riconosciuti validi per il rapporto rispettoso e la lucida armonia dell’insieme. L’opera resta consegnata alla storia e sarà un segno che nessuna morte potrà distruggere o cancellare.
Celebrare
Nel mistero dello Spirito che vive ancora, che vivrà sempre, consegniamo Franco al Padre, al Figlio, allo Spirito immortale, infinito, eterno: perché la carne muore, ma lo spirito vive ancora e dà dimensioni nuove anche alla materia.
Qualche giorno prima della sua morte, a una persona amica che gli presentava un immagine della Madonna, che baciava il Bambino, l`architetto Pessina commentò: "Non mi metta in crisi".
Il giorno dedicato alla festa della Vergine Immacolata, nel sonno, sereno, chiudeva gli occhi a questo mondo, per riaprirli al mondo dell'Immacolata, dove io penso si trovi, nella dimensione nuova della vita dello spirito, che non muore.
Diciamo immortale, divino, mistero, risurrezione: è quella dimensione che rende indistruttibile e indimenticabile l`uomo nel mistero del suo essere che supera ogni tempo, misura, natura umana per rinascere nella misteriosa pienezza del Trascendente, di ciò che resta e continua a inquietare e stimolare l`uomo che non è nato per morire, ma per vivere ancora e sempre.
Completando i lavori di Ascona avevo fatto incidere, in greco, sui capotesta delle travi, che reggevano il nuovo soffitto:"Kaire Kecharitomene, o Kurios, meta sou". "Rallegrati piena di Grazia, il Signore è con te". È il saluto dell'Angelo alla Madonna, l’Immacolata.
È il saluto che ripeto per Franco: Rallegrati, il Signore è con te. Tu cultore del bello hai raggiunto la Bellezza che ci ha creati e alla quale ritorniamo.
Grazie Franco, il tuo nome vuol dire anche libertà, apertura a un domani che resta da scoprire, ma ci assicura che non viviamo per niente, per finire nel nulla, bensì per tornare al Dio della vita e della pienezza. L`ultima parola non è morte, ma risurrezione. Rallegrati, il Signore è con te.
Piergiacomo Grampa, vescovo emerito della diocesi di Lugano