Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Sab 14 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Crescono i cattolici nel mondo: un miliardo e 254 milioni

    IACOPO SCARAMUZZI

    Crescono i cattolici nel mondo. Nel periodo che va dal 2005 al 2013, i battezzati sono passati da quasi un miliardo e 115 milioni a un miliardo e 254 milioni, con un aumento assoluto di 139 milioni di fedeli. Il numero cresce, in particolare, in Africa, proporzionalmente all’aumento demografico in America e Asia, rimane stazionario in Europa. Sono alcuni dei dati contenuti nell’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2013, pubblicato ufficialmente oggi insieme all’Annuario pontificio 2015.

     

    I dati statistici dell’Annuarium Statisticum, riferiti all’anno 2013, forniscono un’analisi sintetica delle principali dinamiche riguardanti la Chiesa Cattolica nelle 2.989 circoscrizioni ecclesiastiche del pianeta. Nel periodo che va dal 2005 al 2013, illustra una nota, i cattolici battezzati nel mondo hanno registrato una rapida crescita, con un incremento percentuale di oltre il 12%. Nello stesso arco temporale essi sono complessivamente passati da quasi 1.115 a 1.254 milioni, con un aumento assoluto di 139 milioni di fedeli battezzati. Poiché nello stesso periodo la popolazione mondiale è passata da 6.463 a 7.094 milioni, l’incidenza dei cattolici a livello planetario è aumentata dal 17,3 al 17,7 per cento. Questi valori, però, esprimono la sintesi di situazioni molto diverse tra i vari continenti. Per l’Europa si registra una evidente stazionarietà da imputare sostanzialmente alla ben nota situazione demografica del vecchio continente, la cui popolazione, attualmente in fase di stabilizzazione, è prevista in netto declino per i prossimi decenni. Nel 2013 i fedeli battezzati, in lieve crescita rispetto all’anno precedente, ammontavano a 287 milioni e sono 6,5 milioni in più rispetto al 2005. Più dinamica risulta la realtà africana, dove i cattolici sono aumentati del 34%: nel 2005 erano 153 milioni e nel 2013 erano saliti a 206 milioni. Tale andamento, solo in parte imputabile a fattori puramente demografici, riflette, sottolinea la nota, un aumento effettivo della presenza dei fedeli battezzati: infatti, i cattolici, che erano il 17,1% della popolazione africana nel 2005, otto anni più tardi ne rappresentavano quasi il 19%. Situazioni intermedie tra le due sopra descritte sono quelle registrate in America e in Asia dove la crescita dei fedeli battezzati è stata importante (rispettivamente +10,5 e +17,4 per cento), ma del tutto spiegabile con lo sviluppo demografico registrato nello stesso periodo. In termini relativi, infatti, i cattolici americani rappresentavano stabilmente il 63% della popolazione mentre in Asia l’incidenza dei cattolici è passata dal 2,9 nel 2005 al 3,2 per cento nel 2013. Rimane stabile l’incidenza dei cattolici battezzati su cento abitanti in Oceania, anche se su valori assoluti nettamente inferiori.

     

    Tra gli altri dati, l’Annuario statistico rileva che le forze di apostolato, costituite da Vescovi, sacerdoti, diaconi permanenti, religiosi non sacerdoti, religiose professe, membri di istituti secolari, missionari laici e catechisti, ammontavano a fine 2013 a 4.762.458 con una variazione positiva di poco meno di 300mila unità rispetto alla stessa data del 2005.

     

    L’Annuario registra un lento ma graduale processo di sostituzione dei vescovi missionari con le gerarchie locali. Considerando come indicatore di questo fenomeno il rapporto percentuale tra i vescovi non nativi nel continente e il loro totale, si ricava che nel periodo 2005-2013 il valore di questo indice è diminuito in Oceania, in Africa e in America, mentre è aumentato in Europa e in Asia, seppure lievemente.

     

    Il numero complessivo dei sacerdoti - secolari e religiosi - è stato alla fine del 2013 pari a 415.348. Rispetto all’anno precedente, quando il numero dei sacerdoti risultò di 414.313, vi è stato un aumento dello 0,3 per cento. L’incremento si è verificato in tutte le ripartizioni territoriali, a eccezione del Nord America e dell’Europa in cui la consistenza dei sacerdoti si è ridotta nel giro di un anno rispettivamente dell’ 1,4 e dell’ 1,2 per cento. Il 44,3% dei sacerdoti è presente nel 2013 in Europa dove vivono poco meno del 23% di tutti i cattolici del mondo, il 29,6% dei sacerdoti è presente in America con il 49% dei cattolici, il 14,8% in Asia con il 10,9% dei cattolici, il 10,1% in Africa con il 16,4% e infine l’1,2% dei sacerdoti è presente in Oceania dove vivono invece appena lo 0,8% dei cattolici. I diaconi permanenti, diocesani e religiosi, sono in forte espansione sia a livello mondiale sia nei singoli continenti, passando complessivamente da 33.391 unità nel 2005 a oltre 43mila nel 2013, con una variazione positiva pari al 29%. Il gruppo dei religiosi professi non sacerdoti si è accresciuto dell’ 1% tra il 2005 e il 2013. Nel 2013 Africa e Asia rappresentavano complessivamente una quota di oltre il 36% del totale (dal 31% nel 2005). Le religiose professe sono diminuite tra il 2012 e il 2013 dell’1,3%. Nell’intero periodo esse sono passate da 760.529 nel 2005 a 693.575 unità nel 2013, con una variazione di meno 8,8%. Il declino, anche in questo caso, ha riguardato tre continenti (Europa, America e Oceania), con una variazione negativa anche di rilievo (meno 18,3% in Europa, meno 15,5% in America e meno 17,1% in Oceania). In Africa e in Asia, invece, l’incremento è stato decisamente sostenuto, superiore al 18% per l'Africa e al 10% per l'Asia.

     

    Dopo un periodo di costante e sostenuto aumento del numero delle vocazioni sacerdotali, che ha avuto il momento di maggiore crescita nel 2011, si assiste nell’ultimo biennio a una inversione di tendenza, con una flessione del 2% nel corso di due anni. Nell’America del Nord e in particolare negli Stati Uniti si è manifestato un andamento decrescente alquanto pronunciato con una riduzione del 5,2% dal 2011 al 2013. Nel continente Europeo si è verificato un calo del 3,6% nel biennio. Hanno contribuito a questo fenomeno soprattutto Polonia (meno 10%), Gran Bretagna (meno 11,5%), Germania (meno 7,7%), Repubblica Ceca (meno 13%), Austria (meno 10,9%), Francia (meno 3,5%) e Spagna (meno 1,8%). Sono, invece, aumentate le vocazioni sacerdotali in Italia (più 0,3%), Ucraina (più 4,5%) e Belgio (più 7,5%). In una situazione di stazionarietà si trovano Ungheria e Bosnia ed Erzegovina.

    News correlate

    News più lette