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Lun 16 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Dal 22 al 28 agosto a Lourdes con mons. Lazzeri, vescovo di Lugano

    È tutto pronto per il pellegrinaggio diocesano a Lourdes. L’Opera Diocesana Pellegrinaggi (ODP), nella figura di Katia Lienhard, responsabile del segretariato, e del direttore don Massimo Braguglia, si è occupata di tutta la parte burocratica, non semplice, viste tutte le normative dettate dalla pandemia in continua evoluzione. Organizzare il tradizionale appuntamento di fine estate è un lavoro di mesi. Quest’anno i pellegrini saranno accompagnati dal vescovo Valerio Lazzeri.

    Una settantina gli iscritti; due le modalità di partecipazione: con l’aereo, con partenza il 23 agosto, o con il bus, con partenza lunedì 22 agosto dal Ticino. Abbiamo chiesto a don Massimo Braguglia, che accompagnerà il gruppo di pellegrini, di introdurci al tema di questo viaggio che acquista ancor di più un senso profondo dopo i difficili anni della pandemia e che purtroppo per il terzo anno consecutivo non vedrà la partecipazione dei malati, proprio a causa delle limitazioni dettate dalle misure anti Covid-19 che, ancora una volta, hanno messo un freno alla libertà di movimento, d’incontro e di relazione.

    «Il Santuario di Lourdes – spiega don Braguglia -, quest’anno, ci invita a riflettere sulla missione che Maria affidò a Bernadette nella sua 13a apparizione: tema del pellegrinaggio sarà “Vada a dire ai sacerdoti che si costruisca qui una cappella e che ci si venga in processione”. Come Diocesi di Lugano, prendiamo sul serio questo invito e dal 23 al 27 agosto prossimi saremo presenti al Santuario francese con una settantina di pellegrini, guidati dal nostro vescovo Valerio». Come detto, la situazione sanitaria ancora incerta, «non permette la partecipazione dei nostri cari malati, ma anche se non saranno fisicamente presenti, lo saranno comunque nel cuore di ciascuno di noi e nelle preghiere che presenteremo alla Grotta delle apparizioni. Speriamo di poterli accompagnare nuovamente al Santuario il prossimo anno», continua Braguglia.

    Ma qual è dunque il senso di tornare ogni anno nello stesso Santuario? Non è sufficiente esserci andati una o due volte? «Una prima risposta che mi sgorga dal cuore – confida don Braguglia - è: “ma la nostra mamma - per chi ancora ce l’ha - l’andiamo a trovare unicamente una o due volte nella nostra vita? Oppure non perdiamo occasione per passare almeno per un veloce saluto? Lo stesso non vale anche per la mamma celeste?”. La seconda risposta è collegata al tema pastorale di quest’anno: è la Beata Vergine Maria a chiedere di andare a Lourdes ad incontrarla. Se poi potessimo far parlare alcuni malati che attendono con trepidazione di poter tornare a Lourdes, capiremmo che la domanda è fuori luogo», continua don Braguglia.

    E allora qual è il motivo che spinge i pellegrini e i malati ad andare e ritornare a Lourdes? E perché chi non è mai stato dovrebbe intraprendere questo viaggio?
    «Ciascuno parte con la propria storia e il proprio vissuto, una “valigia” talvolta carica di fragilità ma nella quale c’è sempre posto per la speranza. Migliaia sono i ceri che vengono accesi in questo luogo: preghiere di ringraziamento e preghiere di affidamento. Migliaia sono i litri di acqua che scorrono dalla fonte, scoperta durante una delle apparizioni della Vergine. Acqua “miracolosa” nel senso che cura, dissetando, in particolar modo, le ferite dello Spirito. E pensare che l’immensità di questi numeri ha avuto origine da un incontro tra due ragazze che, in silenzio, si sono guardate, dando la possibilità al Cielo di scendere in terra. Era l’11 febbraio 1858, una delle ragazze era Bernadette Soubirous, la più povera, la più ignorante, la più malata, a tutti gli effetti l’ultima. Solo dopo diverse apparizioni l’altra ragazza dice il suo nome “Que soy era Immaculada Councepciou” dal dialetto guascone “Io sono l’Immacolata Concezione”».

    «La bellezza di andare e di ritornare a Lourdes - conclude don Massimo - è comprensibile unicamente da chi ha un cuore semplice, libero, puro come quello di Bernardette. Non è il desiderio del miracolo ad attirare a Lourdes, bensì il desiderio di fare esperienza di Cielo perché Maria è sempre lì ad accogliere chiunque “venga in processione”. Come ogni anno, ai piedi della Madre di Dio, pregheremo per tutti voi e offriremo un cero per tutte le vostre intenzioni».

    Con il bus e con l’aereo: settanta gli iscritti

    Sono settanta gli iscritti che parteciperanno al pellegrinaggio diocesano a Lourdes: 35 pellegrini utilizzeranno l’aereo che partirà martedì 23 e farà ritorno sabato 27 agosto da Orio al Serio; altri 35 pellegrini viaggeranno in bus con partenza lunedì 22 (arrivo a Lourdes il martedì) e ritorno in Ticino domenica 28 agosto (partenza il sabato pomeriggio da Lourdes). Va ricordato che anche quest’anno, a causa della pandemia, non è stato possibile organizzare il viaggio con i malati.

    Incontro il 27 agosto a Morbio

    Il Comitato degli ospitalieri invita chi a Lourdes non va il 27 agosto a Morbio. Alle 17 ci sarà la recita del S. Rosario a cui farà seguito alle 17.30 la S. Messa. Si ricorda inoltre che l’Opera diocesana pellegrinaggi è già al lavoro per organizzare il prossimo pellegrinaggio diocesano a Lourdes in aereo, in programma dal 10 al 13 febbraio 2023, in occasione della festa dell’11 febbraio.

    Silvia Guggiari

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