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Lun 16 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Francesco: pace e convivenza si conquistano giorno per giorno

    Il Papa presiede la Messa nella capitale kazaka, in chiusura della seconda giornata del viaggio apostolico, incontrando i cattolici del Paese e di varie altre parti dell'Asia. Nell'omelia la riflessione sulla croce di Cristo, richiamo alla fraternità tra realtà etniche e religiose diverse.

    La radicale differenza tra la logica di Dio e la logica del mondo emerge con forza nelle parole di Papa Francesco all’omelia della Messa celebrata all’Expo Grounds di Nur-Sultan, nella festa dell’Esaltazione della S. Croce. Da “patibolo di morte” la croce, afferma il Papa, diventa con Cristo, strumento di salvezza per tutti. E, in questa terra, si fa motivo di incoraggiamento e di richiamo a crescere nella fraternità “perché dalla Croce di Cristo impariamo l’amore non l’odio”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

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    Il Papa: una Chiesa piccola è una grazia, attenzione a non chiudersi in un guscio

    Francesco incontra vescovi, sacerdoti, consacrati e seminaristi del Kazakhstan nella cattedrale di Nur-Sultan: “Avete bisogno degli altri, anche di chi professa un credo diverso. Solo insieme si può fare qualcosa di buono”. L’invito a dare maggiore spazio ai laici e il monito contro corruzione e falsità. Infine un messaggio ai preti: “Pastori vicini alla gente, non gendarmi preoccupati di far rispettare le norme religiose”.

    Ricca di niente, povera di tutto, non autosufficiente e per questo sempre in dialogo anche con chi professa un credo diverso, viva e aperta al futuro, mai chiusa nel proprio guscio solo perché di piccolo numero. Il Papa, al suo primo appuntamento dell’ultimo giorno di viaggio, incontra la Chiesa del Kazakhstan, che esorta a non cadere nella corruzione e nella falsità e a garantire maggiore spazio ai laici, in modo da non “clericalizzarsi”.

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