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Sab 21 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Francesco, tra tante lotte 6 anni di papato tenace

    Dove va Francesco dopo 6 anni di Pontificato e dove sta andando la Chiesa? Certo, la tragedia della pedofilia ferisce e incide la carne della comunità ecclesiale  e mortifica le vittime che sono tra i fedeli. Non l’ha cercata Francesco questa situazione: l’organizzazione della Santa Sede in materia di lotta agli abusi realizzata in modo lungimirante da Benedetto XVI evidentemente va adattata e migliorata e dal Papa si attendono nei prossimi giorni nuove indicazioni in materia, come l’obbligo di collaborare su questi casi, ovunque, da subito, con la giustizia civile. Non è vero che Francesco si limiti alle condanne, senza nulla fare su questa materia, non fosse da riconoscersi come evento storico la recente riunione in Vaticano dei presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo ed i rappresentanti degli Ordini religiosi. Un tavolo di lavoro attorno al quale -nei giorni scorsi- c’erano sia presidenti di Conferenze episcopali all’avanguardia nella lotta alla pedofilia (come quella elvetica) sia realtà ecclesiali in ritardo nelle attuali “linee guida” vaticane in materia, per non dire, forse ancora troppo poco consapevoli del problema. È poi vero che dal Summit anti abusi, Francesco è uscito rilanciando il cammino della Chiesa: attenta alle vittime, aperta alla denuncia ma soprattutto non ferma, non prigioniera di questo infinito dramma, bensì chiamata dal Successore di Pietro ad andare comunque al largo, nonostante la tempesta. E fa bene il Papa a non imprigionare la Chiesa tutta nel peccato o nelle patologie perverse dei pochi o tanti scellerati, scivolati dall’altare nel fango della pedofilia e di coloro che li hanno coperti, trasferiti o nascosti, imprigionati nel meccanismo di un controproducente clericalismo. Francesco rilancia, va avanti, dice alla Chiesa di ripartire con umiltà ma non con rassegnazione. Lui stesso non si ferma. E allora se guardiamo all'anno di pontificato trascorso, il sesto, troviamo il dossier con la Cina culminato in un accordo provvisorio da perfezionare sulla nomina dei vescovi. E poi l’incontro ad Abu Dhabi con la firma della storica dichiarazione con il mondo musulmano sunnita rappresentato dall’imam della famosa università egiziana di Al Azahr. Ed il Sinodo dei giovani, con il coinvolgimento della base. Ma anche la visita al Consiglio Ecumenico delle Chiese a Ginevra, un evento che per noi svizzeri è stato altamente significativo, culminato con la bella Messa al Palexpo. Purtroppo in alcune di queste situazioni si è fatta sentire quella sorda opposizione di uomini di Chiesa che hanno usato e usano i mezzi più disparati per fermare o rallentare il passo del Papa. Pensiamo al caso del nunzio in pensione Viganò entrato a gamba tesa con le sue dichiarazioni mediatizzate mentre Bergoglio era in Irlanda a concludere la Giornata mondiale delle Famiglie. Gesto discutibile oltretutto a livello di tempistica, anche nei confronti delle famiglie riunite a Dublino. Ma per frenare Francesco non ci sono solo quelli che gli dichiarano guerra apertamente, se fosse il caso  a colpi di scandali mediatizzati. Rallenta Francesco anche chi sta a guardare e non  favorisce le riforme auspicate dal Pontefice, dentro e fuori dal Vaticano. Ma nonostante gli abusi, nonostante chi lo osteggia apertamente o chi lo ignora, che sono due facce della stessa medaglia, Francesco va avanti, portando e proponendo con fede e coraggio il sogno di una Chiesa “sinodale”, rinnovata, umile e purificata, libera dal clericalismo, una comunità dove lui, per primo, vescovo tra i vescovi non ha paura a definirsi "peccatore". Il settimo anno di Pontificato si apre con viaggi papali in programma e l’atteso Sinodo dedicato all’Amazzonia, polmone verde del mondo minacciato e abusato in materia ambientale. Ipotizziamo questo settimo anno di Pontificato sicuramente confrontato con altre lotte, anche se speriamo di non dover più documentare di abusatori e copritori di abusi. Ma d’altronde, chi se non un gesuita che ha nella lotta spirituale la chiave di lettura  per vivere la sua missione, potrebbe essere miglior Papa in questo tempo spinoso della storia della Chiesa? Se si guarda dove soffia lo Spirito, non c'è quindi da stupirsi.

    Il link ad una rilettura dei temi forti del Pontificato

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