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Gio 12 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Giubileo, corsa contro il tempo

    Previsto l’arrivo di trenta milioni di pellegrini, preoccupazioni per traffico e sicurezza

    GIACOMO GALEAZZI

    CITTÀ DEL VATICANO

     

    Il Campidoglio al lavoro

     

    Sull’altra sponda del Tevere, l’Anno Santo convocato a sorpresa da Francesco allarma soprattutto il Campidoglio anche se il sindaco Ignazio Marino ripete che «Roma sarà pronta per la sfida-Giubileo». Obiettivo avere una capitale «migliore» e in grado di accogliere un fiume ininterrotto di fedeli. Si prevede il rafforzamento dei trasporti, un piano per i bagni pubblici, l’esclusione dei bus turistici dal centro e la creazione di percorsi pedonali e ciclistici verso San Pietro, Fori imperiali totalmente pedonalizzati. «Più che a grandi opere dobbiamo pensare ad una grande organizzazione», afferma Marino. Ieri la prima riunione operativa a Palazzo Senatorio: il sindaco e gli assessori che saranno più coinvolti. Oggi Marino sentirà il sottosegretario Graziano Delrio per fissare una serie di incontri con il governo. E al coordinamento si unirà il Vaticano, modello sperimentato per la canonizzazione dei due Papi.

     

    La squadra operativa

     

    Ci saranno riunioni operative ogni settimana. Qualcuno, come il dirigente renziano Luciano Nobili, auspica un coinvolgimento di Francesco Rutelli in virtù dell’esperienza del 2000. Intanto i deputati del Pd Michele Anzaldi e Lorenza Bonaccorsi lanciano l’allarme di una «Roma non pronta, nelle condizioni attuali » e invocano una gestione «allargata». Marino replica che «sono in arrivo decine di milioni di persone e miliardi di euro». Confcommercio e Federalberghi stimano che l’indotto per turismo, commercio e servizi aumenterà tra il 15% e il 20%. Una vera benedizione. «E il lavoro: tra i 15 e i 20 mila posti in più». Gli albergatori della capitale esultano. Nel 2000 i flussi turistici aumentarono del 25%.

     

    Una manna dal cielo anche per le casse del comune con la tassa di soggiorno. Il pericolo, però, è il «tracollo del sistema». Il sociologo Domenico De Masi valuta i rischi. «Alla fine Roma riuscirà ad accogliere tutti, ma gli interventi devono iniziare subito». Roma, avverte la sociologa Emiliana De Blasio, «sconta un problema di governance» e «per far fronte un colossale evento servono misure straordinarie del comune e della Regione». Per il primo Giubileo sotto la minaccia dell’Isis, Giuseppe De Rita, fondatore del Censis, vede «urgenze militari di difesa». Infatti «l’emergenza non consiste tanto nell’accogliere turisti bensì nel garantire la sicurezza». Ad aiutare sarà «il pellegrinaggio alla spicciolata, senza adunate». La Santa Sede promette un Anno Santo «soft», sobrio. «La nostra preoccupazione non è il business ma la misericordia», spiega Fisichella. Quindi, organizzazione decentrata, coinvolgimento delle periferie della Chiesa, appuntamenti concentrati sull’essenziale com’è nello stile di Francesco. « Conversione spirituale più che dimensioni strutturali. Fede, non affari».

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