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Mar 17 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Gli auguri di Dacia Maraini a papa Francesco

    I colleghi di vaticannews hanno raccolto in intervista gli auguri e una testimonianza della scrittrice italiana di origini ticinesi Dacia Maraini che in questa intervista rilasciata in occasione del compleanno di Bergoglio, così racconta.

    Dacia Maraini, c'è un aspetto che l'ha colpita e la colpisce del modo in cui Francesco vive il suo Papato?

    Sì, la sua semplicità e la sua voglia di stare per strada. Credo che abbia colpito tutti la sorpresa di vederlo andare per strada a comprarsi gli occhiali oppure andare in casa delle persone, come ha fatto con Edith Bruck. Questo è un atto di fiducia, di fiducia verso gli altri, e credo che la gente lo sappia, lo capisca.

    Lei che da giovane ha conosciuto sulla sua pelle la durezza della guerra, della fame, dei campi di concentramento, esperienze estreme e dolorose, ritiene che Francesco possa contribuire al consolidamento della pace e del dialogo?

    Secondo me, tra tutti i capi di Stato, in questo momento lui è veramente quello che sta portando avanti una politica della pace con più determinazione e più fiducia, come ho detto, che è un bellissimo aspetto del suo carattere. Lui sta introducendo un suggerimento importantissimo, che è quello appunto di dire: basta con il sospetto, con la differenziazione, con l'odio, con il rancore, con la vendetta, che sono poi le basi della guerra. Non è una pace formale la sua, ma è quella che gli fa dire: no, cominciamo con il creare reti, di comprensione, di conoscenza, di amicizia. E questo secondo me è molto importante, e non riguarda solo lui, la sua persona, no, è un modo di stare al mondo che sta suggerendo ai Paesi e alle popolazioni. Per questo ho un grande stima per il Papa, per altro vorrei aggiungere che, curiosamente, abbiamo la stessa età, siamo dello stesso anno, con un mese di differenza, lo sento quindi ancora più vicino.

    Le giro tre concetti cari al Papa: cultura dell'incontro, conversione ecologica, e globalizzazione dell'indifferenza. E chiedo all'intellettuale e alla donna se ritiene che essi entrino nel sentire moderno, se possono sostenere effettivamente l’uomo di oggi …

    Per quanto riguarda l’incontro mi pare che lui dia l’esempio. La cosa che anche mi piace di questo Papa è che non fa le prediche: lui va, e va a dare la mano, va ad abbracciare: è la dimostrazione fisica di un concetto, e questa è una grande forza. Poi la conversione ecologica: secondo me è importantissima, cioè vuol dire che lui, pur avendo gli anni che ha, è in sintonia con le nuove generazioni, quindi capisce quello che i ragazzi sentono, giustamente, e questa è un'altra forma di generosità, nel contesto di un pianeta devastato da se stesso, perché siamo noi che stiamo distruggendo l’ecosistema. In questo senso, credo che la sua sensibilità sia molto attuale e molto profonda (...)

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    vaticannews

    Chi è Dacia Maraini?

    Dacia Maraini è certamente la scrittrice italiana più nota al mondo. La sua è una vita di straordinaria ricchezza. Nella genealogia della sua famiglia paterna si annidano anche origini ticinesi: figlia di Fosco Maraini, orientalista e antropologo e della pittrice siciliana Topazia Alliata, ha conosciuto i grandi protagonisti della vita intellettuale e culturale che hanno forgiato un’epoca, quella del dopoguerra: da Pier Paolo Pasolini a Elsa Morante a Alberto Moravia, a lungo suo compagno di vita. Nel giorno stesso in cui le verrà conferito il premio Hemingway, l’autrice di “Bagheria”, di “La lunga vita di Marianna Ucrìa” dialogherà il pubblico di Rete Uno affrontando i temi che le sono più cari (l’ambiente e la difesa degli animali, il femminismo, le ingiustizie, l’America, la produzione letteraria) e ripercorrendo alcuni momenti importanti della sua vita, da quando bambina fu internata in un campo di concentramento giapponese fino ai grandi riconoscimenti letterari che ne hanno fatto una celebrità internazionale. Voce e volto noto in Ticino ha sovente collaborato anche con la RSI.

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