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I laici cattolici di Como: "Non c'è graduatoria tra i poveri"

Che la realtà sociale in Italia e nella vicina Como sia complessa in questo momento è sotto gli occhi di tutti. Si apprende dal Settimanale della Diocesi di Como che i  presidenti dell’Azione cattolica della diocesi di Como, delle Acli di Como, della CdO (Compagnia delle Opere) di Como-Sondrio e il direttore della Caritas diocesana comasca, si sono incontrati e hanno ritenuto di avviare un comune percorso per affrontare le sfide che toccano oggi la società e la Chiesa. Ne è scaturito un primo testo a cui seguiranno -secondo le intenzioni degli scriventi- in forme diverse altri contributi. Davanti infatti alle domande che la realtà attuale in Italia e nella città di Como sta portando alla luce riguardo a molte questioni sociali, gli scriventi ci tengono innanzitutto, nel solco della dottrina sociale della Chiesa a mettere al centro la parola "uomo".

Una di queste è la parola “uomo”, con la sua dignità che non conosce confini, con i suoi diritti e con i suoi doveri. Non si tratta di una questione astratta perché ogni giorno attorno a questa parola si misura la qualità delle scelte e lo spessore culturale e politico di chi ha responsabilità di governo della città.
"La parola 'uomo' -continuano gli scriventi- è fatta anche dai volti dei poveri, degli ultimi, degli immigrati, di chi lavora e di chi non ha lavoro, dei giovani, degli anziani, dei malati… Che senso dare allora a una graduatoria tra fragili condizioni di vita per stabilire a chi per primo occorre dare una risposta? Alla luce di questa domanda è doveroso prendere la parola per dire che l’alternativa all’ideologia viene dalla conoscenza, dal pensiero, dal confronto, dalla volontà di discernimento, dalla saggezza decisionale. In questa prospettiva la coerenza con il magistero sociale di papa Francesco e della Chiesa diventa irrinunciabile riferimento perché esprime un pensiero che non è per una parte ma è per il tutto".

Per gli autori del documento, si tratta di una "prima riflessione che vuole inserirsi in un processo di formazione" rivolto a tutta la comunità diocesana per "incoraggiarla e sostenerla in un proficuo dialogo con il mondo".

Il link al Settimanale della Diocesi di Como

(red)

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