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Il Papa ai nuovi cardinali: "Non cercate i primi posti"

Concistoro questo pomeriggio in Vaticano per la creazione di 14 nuovi cardinali. Il Papa all'omelia ha esortato i porporati all'umiltà e al servizio: “Ricerca dei primi posti, gelosie, invidie, intrighi, aggiustamenti e accordi; una logica che non solo logora e corrode da dentro i rapporti tra loro, ma che inoltre li chiude e li avvolge in discussioni inutili e di poco conto”. Il Papa ha messo in guardia da “certi segreti del cuore dei discepoli”, narrati da Marco nel suo Vangelo, che possono essere considerati paradigmatici ancora oggi.

“Il Signore si prende cura del suo popolo con una pedagogia impareggiabile”, ha esordito Francesco sulla scorta del brano evangelico ascoltato poco prima. “In cammino verso Gerusalemme, Gesù non trascura di precedere i suoi”, ha commentato usando uno dei verbi che Bergoglio ama di più – “primerear” – per descrivere lo stile del Figlio di Dio in mezzo ai suoi. “Gerusalemme rappresenta l’ora delle grandi determinazioni e decisioni”, ha ricordato il Papa. Poi il riferimento esistenziale, ma non astratto: “Tutti sappiamo che, nella vita, i momenti importanti e cruciali lasciano parlare il cuore e mostrano le intenzioni e le tensioni che ci abitano. Tali incroci dell’esistenza ci interpellano e fanno emergere domande e desideri non sempre trasparenti del cuore umano”. “È quello che rivela, con grande semplicità e realismo, il brano del Vangelo che abbiamo appena ascoltato”, ha fatto notare Francesco: “A fronte del terzo e più duro annuncio della passione, l’Evangelista non teme di svelare certi segreti del cuore dei discepoli: ricerca dei primi posti, gelosie, invidie, intrighi, aggiustamenti e accordi; una logica che non solo logora e corrode da dentro i rapporti tra loro, ma che inoltre li chiude e li avvolge in discussioni inutili e di poco conto”.

"No" all'autoreferenzialità

“A che serve guadagnare il mondo intero se si è corrosi all’interno? A che serve guadagnare il mondo intero se si vive tutti presi da intrighi asfissianti che inaridiscono e rendono sterile il cuore e la missione? In questa situazione – come qualcuno ha osservato – si potrebbero già intravedere gli intrighi di palazzo, anche nelle curie ecclesiastiche”. E’ il parallelo tracciato dal Papa tra il tempo degli apostoli e i nostri tempi, durante l’omelia per il Concistoro che si sta svolgendo nella basilica di San Pietro. “Tra voi non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore”, il mandato controcorrente di Gesù. “Con tale atteggiamento, il Signore cerca di ricentrare lo sguardo e il cuore dei suoi discepoli, non permettendo che le discussioni sterili e autoreferenziali trovino spazio in seno alla comunità”, ha spiegato Francesco, secondo il quale la risposta del Signore è, “prima di tutto, un invito e una scommessa per recuperare il meglio che c’è nei discepoli e così non lasciarsi rovinare e imprigionare da logiche mondane che distolgono lo sguardo da ciò che è importante”. “Tra voi non è così”, ha proseguito il Papa, “è la voce del Signore che salva la comunità dal guardare troppo sé stessa invece di rivolgere lo sguardo, le risorse, le aspettative e il cuore a ciò che conta: la missione”.

Il Papa ha anche affrontato il tema della Riforma della Curia, dicendo che essa non ¨è ricerca dei propri interessi". "Accompagnare e accogliere tutti e ciascuno", senza trasformarsi "in ottimi respingenti", ha sottolineato Francesco. E ha insistito spiegando che "l'autorità nella Chiesa cresce con la capacità di promuovere la dignità dell'altro". "Nessuno deve sentirsi superiore o guardare gli altri dall'alto in basso", ha continuato Bergoglio.

Il testamento di Giovanni XXIII affidato ai nuovi cardinali

Francesco ha concluso la sua omelia citando il testamento spirituale di Giovanni XXIII che porta la data del 29 giugno 1954 ma che secondo Bergoglio risuona attuale ancora oggi, soprattutto per chi ha l’incarico di servire la Chiesa.  "Nato povero e lieto di morire povero", scrisse Roncalli esortando a "non chiedere mai nulla, né posti, né denari, né favori". Un testamento spirituale che Francesco ha spiritualmente affidato ai neo porporati perché ne facciano proprio lo stile nella Chiesa.

Chi sono i nuovi cardinali

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