Nel documento finale 83 dei 92 Stati partecipanti alla Conferenza sulla pace in Ucraina, svoltasi il 15 e 16 giugno sul Bürgenstock (NW), si sono espressi a favore della "integrità territoriale" dell'Ucraina come base per un possibile accordo di pace, secondo quanto riportato dai media. La sicurezza nucleare, la sicurezza alimentare e la «dimensione umana» (comprendente i prigionieri di guerra, i civili detenuti arbitrariamente e i bambini rapiti) sono i temi sui quali gli Stati firmatari hanno una visione comune. Sono in particolare i Paesi industrializzati emergenti (i cosiddetti BRICS), che continuano a mantenere buone relazioni con la Russia, che non hanno voluto firmare il documento. Mancano le firme di Brasile, India, Sudafrica e Arabia Saudita, oltre a quelle di Thailandia, Indonesia ed Emirati Arabi Uniti.
Anche le voci della Chiesa erano rappresentate all'incontro. Il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, si è recato in Svizzera per partecipare ai colloqui in qualità di osservatore, quindi la Santa Sede non ha firmato il documento finale. Anche il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha partecipato alla conferenza di pace per l'Ucraina. Il capo onorario delle Chiese ortodosse è arrivato in Svizzera sabato, come annunciato dal suo patriarcato a Istanbul.
Gli alti rappresentanti delle Chiese ortodosse e cattoliche hanno lanciato un appello alla pace. Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli ha dichiarato domenica: "È nostro dovere e compito difendere e promuovere la pace". Ha definito una vergogna rimanere in silenzio di fronte alla crudeltà della guerra.
Il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin si è espresso indirettamente a favore dei negoziati tra le parti in guerra, Russia e Ucraina: "Siamo pronti a partecipare a un'eventuale mediazione che sia accettabile per tutte le parti", ha detto il capo diplomatico del Papa.
La Conferenza è stata accompagnata indirettamente dalle Chiese anche con alcune iniziative particolari come una preghiera ecumenica comune per la pace sabato 15 giugno nella Cappella di San Pietro a Lucerna organizzata dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) e la Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERiS). Erano presenti Mons. Felix Gmür e il pastore Martin Hirzel che hanno espresso la loro speranza per una riconciliazione e una pace giusta. Inoltre, domenica alle ore 11, le campane delle chiese di tutto il canton Nidvaldo hanno suonato per otto minuti per la pace. Venerdì, alla vigilia della conferenza, circa 150 persone hanno partecipato all'escursione di pace nella gola del Ranft promossa dall'associazione "Niklaus von Flüe e Dorothee Wyss", insieme alla parrocchia di Stans, per contribuire al successo dell'incontro diplomatico sul Bürgenstock. Il Bürgenstock infatti si trova a non molti chilometri dal Ranft.
agenzie/red
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