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La Chiesa in Svizzera saluta il vescovo Amedeo Grab: "Fu maestro di unità"

"L’unità non è frutto di compromessi o di contratti. Non si costruisce con l’astuzia o gli intrighi. Essa è piuttosto frutto della conversione a Cristo, che è la verità. Perché Cristo è la nostra pace", ha detto il vescovo Pierre Bürcher, da pochi giorni nominato da papa Francesco in qualità di amministratore apostolico della Diocesi di Coira, presiedendo i funerali del compianto vescovo emerito Amedeo Grab, che si è spento improvvisamente una settimana fa, nella casa di Cura Immacolata, a Roveredo Grigioni, dove risiedeva. Alle esequie che si sono svolte nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a Coira, hanno partecipato anche il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri, il vicario generale della Diocesi mons. Zanini e il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa.

Amedeo Grab: un vescovo con la regola di San Benedetto nel cuore

Dopo aver percorso i tratti biografici dello scomparso vescovo emerito, mons. Bürcher si è soffermato sull'animo benedettino di Amedeo Grab, quella sua vocazione maturata  ad Einsiedeln, seguita dalla chiamata a servire Cristo altrove: dalla Diocesi svizzera di Ginevra, Losanna e Friborgo a quella di Coira e all'Europa, come presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee. Ma  "nel suo cuore, Mons. Grab era rimasto benedettino" ha commentato il vescovo Pierre, riprendendo la regola del Santo monaco e commentando la richiesta di "stabilità nel luogo" di vita, in essa espressa.

"Il vescovo Grab -ha spiegato mons. Bürcher- ha viaggiato molto nella sua vita. Eppure, benché monaco errante è sempre rimasto un benedettino. Ha vissuto ciò che san Benedetto scrisse nel capitolo VII della sua Regola: l’umiltà la vive il monaco che 'pur incontrando difficoltà, contrarietà e persino offese non provocate nell’esercizio dell’obbedienza, accetta in silenzio e volontariamente la sofferenza e sopporta tutto con pazienza, senza stancarsi né cedere' (v. 35-36). La stabilità nel luogo non fu possibile per il Vescovo Grab. Ma spiritualmente viveva la stabilità. Non ha mai dimenticato o negato le sue radici. Non ha mai perso l’orientamento. E così oggi lo ringraziamo per la sua testimonianza che ha dato durante tutta la sua vita, per aver assunto tanti incarichi, più o meno piacevoli".

"Cristo non ha detto io sono la consuetudine, ma 'io sono la Verità'"

L'amministratore della Diocesi di Coira ha poi ripreso un passaggio di uno scrittore cristiano dei primi secoli, Tertulliano: "Cristo non ha detto: Io sono la consuetudine, ma: 'Io sono la Verità'. Io credo che questa parola abbia un significato particolare oggi, in quest’ora. Solo in Cristo, nella Verità, siamo una cosa sola. Sono le nostre consuetudini, la nostra visione spesso limitata e unilaterale della Chiesa, della fede e del mondo, che ci separano gli uni dagli altri. Solo in Cristo, la Verità, come ci annuncia la Chiesa, siamo una cosa sola. Per questo motivo è sempre necessario convertirsi dalla consuetudine alla verità, in modo da poter essere, rimanere o tornare ad essere una cosa sola". Il vescovo Amedeo ha infatti sempre dimostrato questa disponibilità al progetto di Dio, ha spiegato il celebrante. Mons. Bürcher ha concluso l'omelia con una bella preghiera di Charles de Foucault, dedicata al compianto vescovo Amedeo ma anche recitata, come ha suggerito mons. Pierre, per tutti coloro che hanno a cuore l'unità, che non si costruisce "sugli intrighi, non è frutto di compromessi e di contratti, ma è frutto della conversione a Cristo che è la verità". Il vescovo Amedeo era così, ha concluso mons. Bürcher, ed "ha perseverato sino alla morte, alla fine in una modesta stanza della Casa di Cura Immacolata a Roveredo. Con pazienza, ha partecipato alle sofferenze di Cristo".

La preghiera di Charles de Foucault letta ai funerali del vescovo Amedeo

Padre mio, io mi abbandono a te, fa di me ciò che ti piace.

Qualunque cosa tu faccia di me Ti ringrazio.

Sono pronto a tutto, accetto tutto.

La tua volontà si compia in me, in tutte le tue creature.

Non desidero altro, mio Dio.

Affido l’anima mia alle tue mani.

Te la dono mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore

perché ti amo, ed è un bisogno del mio amore di donarmi,

di pormi nelle tue mani senza riserve, con infinita fiducia,

perché Tu sei mio Padre“.

(red)

 

 

 

 

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