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Lun 16 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    La Corsa della Speranza a Lugano: bello condividerla con i giovani

    Nonni con i nipotini, genitori con figli piccoli o adolescenti. È questa l'immagine che personalmente mi ha colpito di più della Corsa della Speranza, l'evento organizzato a Lugano sabato sera a favore della ricerca contro il cancro. Una charity run di 5 chilometri che ogni anno si  può percorrere come meglio si desidera: di corsa, camminando, con i pattini e anche in bici (i più piccoli). Famiglie allora, tante. Sì, e forse non è un caso, perché è vero che la malattia, la morte, la sofferenza, il dolore, la guarigione sono aspetti fondamentali dell'esistenza, momenti decisivi che si vivono soprattutto tra le mura domestiche, cercando affetti e amicizie. È bello quindi che siano le famiglie a muoversi per prime in occasioni come queste, dando vita ad un intreccio di storie private che si assomigliano tutte un po'. Sono le storie dei nostri amici che non sono più in questo mondo, dei nostri parenti che ancora lottano, dei nostri cari che già sono in Cielo. Ed è bello andarci con i figli ad una manifestazione di questo tipo perché le domande delle nuove generazioni sulla malattia, la vita e la morte  in un mondo in cui non hanno  così tanti spazi e luoghi di espressione, possono trovare in un evento come questo l'occasione per essere condivise, trovando quella debita accoglienza capace di valorizzarle e di offrire -nel limite del possibile- una briciola di risposta, o almeno uno spazio di partecipazione.

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