È una grande operazione culturale quella che compie La Civiltà Cattolica offrendoci, nel numero che sarà pubblicato sabato prossimo, una presentazione ragionata dei poeti e letterati che hanno maggiormente contribuito alla formazione di Jorge Mario Bergoglio.
Dunque qui non si parla di teologi, liturgisti, santi, beati; ovviamente ci sono anche loro nell’insieme formativo di un uomo che oggi è papa. Il direttore della rivista dei gesuiti, padre Antonio Spadaro, ci pone davanti agli autori, ai poeti, ai romanzieri più importanti per capire come anche loro abbiano plasmato il pensiero dell’attuale pontefice che di poesia e letteratura spiega il valore così: “Il romanzo, la letteratura legge il cuore dell’uomo, aiuta ad accogliere il desiderio, lo splendore e la miseria. Non è teoria. Aiuta a predicare, a conoscere il cuore…”. Dunque l’’operazione è culturale, perché come si proverà brevemente a illustrare l’influsso è importante, la fede non si può isolare, non si separa dalla vita, dal mondo, non è una bolla. L’animo di un papa va compreso anche così e questo vale ancor di più per un papa che non è arrivato giovanissimo in seminario, prima ha lavorato, ha vissuto “come noi”.
È dunque affascinante e importante entrare tra i suoi classici preferiti. Che ci siano grandi nomi della lettura cattolica, come Alessandro Manzoni, non sorprende, ma il Pantheon letterario di Jorge Mario Bergoglio non è tutto qui. Interessa ad esempio scoprire che ci sia anche Charles Baudelaire, confermarsi nella certezza che vi sia Dostoevskij, apprendere del ruolo che vi occupa Virgilio.