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Gio 26 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    La parrocchia di Sonvico: una storia locale che si fa globale

    Sonvico si prepara a fare memoria  di due anniversari fondamentali  per la sua storia: sono infatti  trascorsi 500 anni dalla costruzione  della cappella della Madonna  dei Miracoli d’Arla, sul territorio  della sua parrocchia e 600 anni  dalla fondazione di quest’ultima.  Per parlare di questo anniversario  tondo gli «Amici del Torchio di  Sonvico» hanno invitato il prof.  Paolo Ostinelli, direttore del  Centro di dialettologia ed etnografia  della Svizzera italiana  nonché professore di Storia del  Medioevo all’università di Zurigo,  a tenere una conferenza nella  sala multiuso di Sonvico martedì 8  ottobre alle 20.15.

    Una finestra aperta sulla storia

    Il prof. Ostinelli racconta la nascita  della parrocchia di Sonvico:  «La storia è ben precedente il 1419  ed è ricca di antefatti», sottolinea  subito. «Nel 1419 la parrocchia di  Sonvico diventa autonoma dal  punto di vista giuridico all’interno  della Pieve, ma già in precedenza  vi era un’organizzazione funzionante  anche sul piano locale».  «L’archivio parrocchiale è una  vera ricchezza in questo senso: vi  sono conservati documenti di ogni  genere risalenti anche al medioevo,  che testimoniano dell’esistenza  di diverse strutture sul territorio  dedicate all’esercizio della pratica  religiosa. Essi permettono  di ricostruire il  tessuto istituzionale,  sociale ed economico  di questa località e della  regione prealpina».

    I rapporti con la  Pieve

    Alcuni fra i documenti  più interessanti sono del  12esimo secolo: «Emergono in  questo periodo – prosegue Ostinelli  – le prime controversie riguardo  alle competenze nella cura  delle anime a Sonvico. Bisogna  dire che, prima di costituirsi indipendente,  la parrocchia di Sonvico  aveva un legame particolare  con il monastero di San Carpoforo  a Como, un legame prevalentemente  economico, ma anche di dipendenza  spirituale, che la rendeva  un caso unico nel suo genere,  ingenerando delle situazioni complesse  nei confronti della Pieve».

    Le testimonianze d’archivio

    Si arriva così al 1419, quando la  parrocchia si sente pronta a diventare  autonoma. Una storia che il  prof. Ostinelli ha potuto ricostruire  con un vaglio attento di tutta  una serie di testimonianze scritte:  «Le mie ricerche si sono svolte tra  la regione ticinese, Como, Milano  e l’archivio vaticano.  Infatti, già nel  1400, quindi molto  presto, alcuni sonvichesi  si erano rivolti  a Roma per  questioni di amministrazione  ecclesiale  riguardanti i  benefici dei parroci  e anche, in alcuni casi, per ottenere  delle dispense di matrimonio».  Dal locale all’universale  «Tutto questo – fa presente Ostinelli  – offre un’interessante chiave  di lettura del Medioevo.  Dall’aspetto particolare della società  locale si passava di continuo  alla prospettiva più ampia della  Chiesa universale. È un tema molto  moderno: la compenetrazione  del locale nel globale. La storia  della parrocchia di Sonvico, come  quella di altre località in aree troppo  spesso ritenute marginali, è  molto marcata da questa dinamica».

    Una mostra per la Madonna dei miracoli d'Arla

    Sonvico celebra anche i 500 anni dalla  costruzione della cappella della Madonna  dei Miracoli d’Arla. Non pochi,  anche perché si tratta «di una cappella  che è nel cuore di molti», ci spiega la signora  Danila Nova, curatrice della  mostra «La Madonna dei Miracoli d’  Arla (1519-2019)», inaugurata ieri negli  spazi del Torchio delle Noci di Sonvico.  «Una tradizione secolare prevedeva  che, nella festa dell’Ascensione, si  partisse dalla chiesa di Sonvico, si raggiungesse  Arla e poi si ridiscendesse  verso la chiesa di S. Martino. Era un pellegrinaggio  di un intero pomeriggio,  cui prendevano parte anche molti fedeli  del Luganese». «Nella mostra abbiamo  voluto dare spazio ai lavori di  due restauri, quello del 1912-1919 per  mano dell’architetto Pietro Meneghelli  e poi, quello più conservativo proprio  sull’affresco centrale, che si è concluso  quest’anno grazie all’intervento del restauratore  Andrea Meregalli. Per l’occasione  abbiamo invitato quest’estate  mons. Lazzeri». L’affresco raffigura la  Madonna in trono con il Bambino e ai  lati S. Antonio Abate e S. Rocco. «Sono  le persone anziane e la tradizione orale  ad avergli attribuito una funzione  miracolosa, ma ci sono anche diversi ex  voto che ne documentano l’intervento,  a partire dal 1823 quando un sonvichese,  rischiando di affogare nel Lago di  Lugano invocando la Madonna di Arla  ricevette soccorso. Da quel momento i  miracoli si sono susseguiti anche Oltreoceano  a seguito dell’immigrazione ticinese  in Argentina», ricorda la signora  Nova. La mostrà rimarrà aperta fino  al 26 ottobre, ogni sabato e domenica  dalle 15.30 alle 18.

    Laura Quadri

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