Sonvico si prepara a fare memoria di due anniversari fondamentali per la sua storia: sono infatti trascorsi 500 anni dalla costruzione della cappella della Madonna dei Miracoli d’Arla, sul territorio della sua parrocchia e 600 anni dalla fondazione di quest’ultima. Per parlare di questo anniversario tondo gli «Amici del Torchio di Sonvico» hanno invitato il prof. Paolo Ostinelli, direttore del Centro di dialettologia ed etnografia della Svizzera italiana nonché professore di Storia del Medioevo all’università di Zurigo, a tenere una conferenza nella sala multiuso di Sonvico martedì 8 ottobre alle 20.15.
Una finestra aperta sulla storia
Il prof. Ostinelli racconta la nascita della parrocchia di Sonvico: «La storia è ben precedente il 1419 ed è ricca di antefatti», sottolinea subito. «Nel 1419 la parrocchia di Sonvico diventa autonoma dal punto di vista giuridico all’interno della Pieve, ma già in precedenza vi era un’organizzazione funzionante anche sul piano locale». «L’archivio parrocchiale è una vera ricchezza in questo senso: vi sono conservati documenti di ogni genere risalenti anche al medioevo, che testimoniano dell’esistenza di diverse strutture sul territorio dedicate all’esercizio della pratica religiosa. Essi permettono di ricostruire il tessuto istituzionale, sociale ed economico di questa località e della regione prealpina».
I rapporti con la Pieve
Alcuni fra i documenti più interessanti sono del 12esimo secolo: «Emergono in questo periodo – prosegue Ostinelli – le prime controversie riguardo alle competenze nella cura delle anime a Sonvico. Bisogna dire che, prima di costituirsi indipendente, la parrocchia di Sonvico aveva un legame particolare con il monastero di San Carpoforo a Como, un legame prevalentemente economico, ma anche di dipendenza spirituale, che la rendeva un caso unico nel suo genere, ingenerando delle situazioni complesse nei confronti della Pieve».
Le testimonianze d’archivio
Si arriva così al 1419, quando la parrocchia si sente pronta a diventare autonoma. Una storia che il prof. Ostinelli ha potuto ricostruire con un vaglio attento di tutta una serie di testimonianze scritte: «Le mie ricerche si sono svolte tra la regione ticinese, Como, Milano e l’archivio vaticano. Infatti, già nel 1400, quindi molto presto, alcuni sonvichesi si erano rivolti a Roma per questioni di amministrazione ecclesiale riguardanti i benefici dei parroci e anche, in alcuni casi, per ottenere delle dispense di matrimonio». Dal locale all’universale «Tutto questo – fa presente Ostinelli – offre un’interessante chiave di lettura del Medioevo. Dall’aspetto particolare della società locale si passava di continuo alla prospettiva più ampia della Chiesa universale. È un tema molto moderno: la compenetrazione del locale nel globale. La storia della parrocchia di Sonvico, come quella di altre località in aree troppo spesso ritenute marginali, è molto marcata da questa dinamica».
Una mostra per la Madonna dei miracoli d'Arla
Sonvico celebra anche i 500 anni dalla costruzione della cappella della Madonna dei Miracoli d’Arla. Non pochi, anche perché si tratta «di una cappella che è nel cuore di molti», ci spiega la signora Danila Nova, curatrice della mostra «La Madonna dei Miracoli d’ Arla (1519-2019)», inaugurata ieri negli spazi del Torchio delle Noci di Sonvico. «Una tradizione secolare prevedeva che, nella festa dell’Ascensione, si partisse dalla chiesa di Sonvico, si raggiungesse Arla e poi si ridiscendesse verso la chiesa di S. Martino. Era un pellegrinaggio di un intero pomeriggio, cui prendevano parte anche molti fedeli del Luganese». «Nella mostra abbiamo voluto dare spazio ai lavori di due restauri, quello del 1912-1919 per mano dell’architetto Pietro Meneghelli e poi, quello più conservativo proprio sull’affresco centrale, che si è concluso quest’anno grazie all’intervento del restauratore Andrea Meregalli. Per l’occasione abbiamo invitato quest’estate mons. Lazzeri». L’affresco raffigura la Madonna in trono con il Bambino e ai lati S. Antonio Abate e S. Rocco. «Sono le persone anziane e la tradizione orale ad avergli attribuito una funzione miracolosa, ma ci sono anche diversi ex voto che ne documentano l’intervento, a partire dal 1823 quando un sonvichese, rischiando di affogare nel Lago di Lugano invocando la Madonna di Arla ricevette soccorso. Da quel momento i miracoli si sono susseguiti anche Oltreoceano a seguito dell’immigrazione ticinese in Argentina», ricorda la signora Nova. La mostrà rimarrà aperta fino al 26 ottobre, ogni sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.
Laura Quadri