Un annuncio a sorpresa che farà discutere molto nella Svizzera Romanda, quello comunicato dalla RTS che ha deciso un taglio netto a tutte le trasmissioni religiose, sia radiofoniche, sia televisive, a partire dal 2017. Nello specifico ad essere toccati sono i due magazine radiofonici A vue d’Esprit e Hautes Fréquences, e il programma televisivo Faut pas croire. Una decisione che dimezzerebbe letteralmente il personale, con dodici posti di lavoro toccati direttamente. Dietro la scelta ci sarebbero le misure di risparmio che la RTS è chiamata ad attuare al suo budget e che sono previste in un 3%. La decisione ha suscitato la viva reazione di Cath Info e Médias-pro, le due associazioni che producono le emissioni di RTSReligion e che, se i tagli diventassero realtà, vedrebbe in forse l’esistenza della redazione stessa. La decisione appare incomprensibile anche alla luce dei recenti tragici attentati che hanno toccato Parigi. In un momento dove il tema religioso è più presente che mai infatti, «sopprimere questi programmi significa non offrire più un’occasione di analisi della dimensione religiosa della società», dicono cath-info e Médias pro.
La scelta dichiarata dai vertici di RTS appare inoltre sproporzionata anche in relazione alle misure di risparmio generali. Le trasmissioni prodotte in collaborazione con Cath Info e Médias pro sono infatti tra le meno costose del palinsesto, inoltre le due associazioni si assumono una parte importante dei costi, come anche i salari dei produttori. «In queste circostanze è difficile non vedere una decisione che va oltre le ragioni economiche», hanno concluso i diretti interessati. Nel frattempo si è appreso dal servizio di comunicazione della RTS, come ha reso noto cath.ch la possibile apertura di una trattativa nel 2016 per trovare un soluzione alternativa alla vicenda.