Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età.”
Ho scelto questo testo, tratto dalla lettera di Epicuro a Meneceo Sulla Felicità, con l’intento di incoraggiarci nel nostro lavoro educativo, non perdendo di vista il bello e il buono che trasmettiamo e di cui ci occupiamo durante le nostre lezioni, nonostante i numerosi ostacoli.
Oggi, 3 settembre, saremo nelle aule e spero che vi saremo con un nuovo entusiasmo. Quest’anno sarà un anno importante, storico, in tutti i sensi. Infatti lo Stato organizzerà i contenuti del nuovo corso obbligatorio di storia delle religioni che partirà nelle quarte medie l’anno prossimo. Noi cattolici saremo chiamati ad esprimerci e quindi ad essere presenti, anche se sarà l’autorità statale a decidere. Faremo del nostro meglio, metteremo a frutto il meglio possibile la nostra esperienza. Inoltre rifletteremo attraverso un gruppo di lavoro sui nostri programmi, su come continuare e su cosa cambiare in vista del triennio e della preparazione dei nostri studenti alla quarta media (molti ragazzi arriveranno in quarta senza aver seguito alcun corso di religione precedentemente). Occorrerà pure fare una terza riflessione ed è il Cantone a proporcela: rivedere i piani di studio.
L'esperienza dell'amicizia, oltre e prima di tutto.
Insomma … il mondo cambia ma non tutto deve essere modificato. Gradualmente si farà come si è sempre fatto nei secoli, prima e dopo Epicuro, vissuto del resto 23 secoli fa.
Non perdiamo di vista il senso delle cose vere e la felicità a cui siamo chiamati!
Ma per i giovani, ciò che davvero cresce in importanza e conta davvero è l’amicizia. Vorrei allora lasciare alcune massime per iniziare bene l’anno scolastico:
- Lontano o vicino, nella felicità, l’amico riconosce nell’altro colui che fedelmente lo aiuta a essere una persona libera (Dietrich Bonhoeffer)
- Un’amicizia condivisa rende più splendida la felicità e meno grave la sventura (Cicerone)
- Sii felice della gloria del tuo amico più che della tua: questa è vera amicizia.
- La mia sorte è invidiabile. Ho vissuto e ho dato l’anima per i miei amici (Boris L. Pasternak)
- Piangi tranquillo sul cuore del tuo amico. Lascia che rassereni i tuoi sogni anche in una notte senza stelle.
- Sono veri quegli amici che si vogliono bene in ogni tempo, quando fa bello e quando fa brutto, quando c’è da guadagnare e quando c’è da perdere (Primo Mazzolari)
- Ti mostra i denti? Tu smontalo con un dono.
- Davanti al mio amico non devo scusarmi, non devo difendermi, non devo provare nulla; vicino a lui trovo la pace (Antoine de Saint-Exupéry)
- Quando un peso ti “congela”, pensa al volto del tuo amico.
- Amiche sono due persone che conoscono una sola preoccupazione e gioia: l’altro (René Claude)
- Se il tuo amico cade, non lo giudicare, risollevalo.
- Anche il cristiano non conosce una strada per aggirare il dolore, ma piuttosto una strada per attraversarlo insieme a Dio (Erika Schuchardt)
- Affrettati a soccorrere il tuo amico nel momento del bisogno.
Allora buona strada, buona scuola, buona amicizia! Con un buon amico la scuola è più bella e leggera, seppur faticosa.
don Rolando Leo, direttore Ufficio Istruzione Religiosa Scolastica - Diocesi di Lugano.