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Sab 21 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    La speranza “non fa annegare” nei momenti bui

    È una virtù umile ma allo stesso tempo «forte», determinante, incoraggiante, che «tira fuori» dai momenti tristi e dolorosi dell’esistenza. Salva dall’«annegamento» nei tempi bui della vita. È fonte di gioia, dà pace. Non delude. Mai. È la speranza, su cui riflette oggi papa Francesco nell'omelia del mattino a Casa Santa Marta.  

     

    Il Pontefice sottolinea che la speranza in Dio è fonte di gioia e dà pace. È fondamentale per i cristiani.

    Nel Vangelo odierno si legge di Gesù che parla con i dottori della legge e afferma che Abramo «esultò nella speranza» di vedere il suo giorno. Abramo «ha avuto le sue tentazioni sulla strada della speranza», ma si fida del Signore e Gli obbedisce, così si incammina bene verso la terra promessa.

    C’è quindi una specie di «filo della speranza» che lega «tutta la storia della salvezza» ed è «fonte di gioia». «Oggi la Chiesa ci parla della gioia della speranza – evidenzia il Vescovo di Roma - Nella prima preghiera della Messa abbiamo chiesto la grazia a Dio di custodire la speranza della Chiesa, perché non “fallisca”. E Paolo, parlando del nostro padre Abramo, ci dice: “Credete contro ogni speranza”. Quando non c’è speranza umana, c’è quella virtù che ti porta avanti, umile, semplice, ma ti dà una gioia, delle volte una grande gioia, delle volte soltanto la pace, ma la sicurezza che quella speranza non delude. La speranza non delude».

    La «gioia di Abramo», questa speranza «cresce nella storia»; riconosce Francesco: «Delle volte si nasconde, non si vede; delle volte si manifesta apertamente».

    Ecco l’esempio di Elisabetta, incinta, che esulta quando viene visitata da sua cugina Maria: è la «gioia della presenza di Dio che cammina con il suo popolo. E quando c’è gioia, c’è pace. Questa è la virtù della speranza: dalla gioia alla pace».

    Il Pontefice scandisce e ribadisce: la speranza «non delude mai», neppure nei «momenti della schiavitù», quando il popolo di Dio è in terra straniera.

    Questa virtù inizia con Abramo, «Dio che parla ad Abramo», e «finisce» con Gesù.

    Poi, una considerazione del Papa: se si può affermare di avere fede e carità, è più difficile rispondere sulla speranza. «Questo tante volte possiamo dirlo facilmente – rileva - ma quando si domanda: “Tu hai speranza? Tu hai la gioia della speranza?” “Ma, padre, non capisco, mi spieghi”. La speranza, quella virtù umile, quella virtù che scorre sotto l’acqua della vita, ma che ci sostiene per non annegare nelle tante difficoltà, per non perdere quel desiderio di trovare Dio, di trovare quel volto meraviglioso che tutti vedremo un giorno: la speranza».

    Oggi «sarà un bel giorno per pensare a questo: lo stesso Dio, che ha chiamato Abramo e lo ha fatto uscire dalla sua terra senza sapere dove dovesse andare, è lo stesso Dio che va in croce, per compiere la promessa che ha fatto». Aggiunge: è lo stesso Dio «che nella pienezza dei tempi fa che quella promessa divenga realtà per tutti noi. E quello che unisce quel primo momento a quest’ultimo momento è il filo della speranza; e quello che unisce la mia vita cristiana alla nostra vita cristiana, da un momento all’altro, per andare sempre avanti - peccatori, ma avanti - è la speranza; e quello che ci dà pace nei brutti momenti, nei momenti più bui della vita è la speranza. La speranza non delude, è sempre lì – conclude - silenziosa, umile, ma forte”.

    (Radio Vaticana)

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