«Lugano vive!», si chiama così il nuovo “bollettino parrocchiale” che raccoglie riflessioni, informazioni e notizie delle cinque parrocchie di Lugano: Cattedrale, Santa Maria degli Angioli, Sacro Cuore, San Nicolao e Cristo Risorto. Più che il consueto “bollettino” a cui le parrocchie solitamente affidano i rapporti con i propri parrocchiani, qui abbiamo una bella pubblicazione, addirittura una rivista. A partire dalla veste grafica ben curata, fino ai contenuti: affidati non unicamente ai soli parroci, ma anche ai laici, tra cui anche diverse donne.
Un bel frutto che asseconda ed accompagna il processo del mettersi in rete, che è uno degli obiettivi della “pastorale di comunione" che la diocesi di Lugano sta, a piccoli passi, intraprendendo e di cui la “rete San Lorenzo”, che raccoglie le parrocchie della città di Lugano e quelle della collina sud (Breganzona, Sorengo, Muzzano ed Agnuzzo), rappresenta l’avanguardia. E anche di questo la rivista parla (a pagina 9, per mano di don Marco Dania). Una ventata di freschezza e novità, già solo a partire dal nome scelto per la pubblicazione (e da quel punto esclamativo che lo enfatizza) e che ci parla di vita, speranza e positività. Atteggiamenti dell’anima che si stanno rivelando importanti, anzi proprio “vitali” in questa lunga “quaresima” rappresentata dalla pandemia. Il tema centrale di questa prima edizione (ne usciranno quattro all’anno) è la Pasqua. Una Pasqua che don Italo, parroco del Sacro Cuore, mette in relazione con la nostra attuale situazione e che si augura ci porterà in dono la capacità di “immaginare”. Di immaginare quello che ancora non è, ma il cui seme già è presente. “Abbiamo bisogno come il pane di immaginare la nostra vita dopo la pandemia”, scrive don Italo, proprio come i discepoli che non capivano verso dove il progetto di Gesù li avrebbe condotti, ma intanto “in quegli esercizi di immaginazione il seme di un’altra vita si impiantava in loro e giorno e notte cresceva (Mc 4,27), fino alla maturazione pasquale piena”. Nelle 24 pagine della pubblicazione si avvicendano tredici contributi, affidati ad altrettante penne: dai due parroci di cui abbiamo già parlato, a quella di Emanuela Bottoni che firma oltre all’editoriale, anche un articolo dedicato ai bambini. Da don Emanuele di Marco, direttore dell’Oratorio di Lugano, a Valentina Testoni, mediatrice familiare. Dai coniugi Chiara e Gianluca d’Ettorre a Daria Lepori di Sacrificio Quaresimale. Dallo storico dell’arte, Giorgio Mollisi a Roberto Guidi, caporedattore della Rivista di Lugano.
Ai futuri lettori, inoltre, di certo non sfuggirà la cura nella scelta delle parole utilizzate. I gerghi, si sa, sono modi di comunicare consolidati e comprensibili solo ad una cerchia più o meno ristretta di persone che vi si riconoscono. Il gergo della Chiesa non fa eccezione. Rappresenta quindi una ulteriore bella boccata di aria fresca l’avere, da parte dei responsabili, optato per una modalità di comunicazione che esula dall’”ecclesiale”, il tradizionale linguaggio della Chiesa. Per cui la comunità parrocchiale” diventa “famiglia parrocchiale”; i nuovi battezzati sono “ i rinati alla vita di Gesù Cristo per la Grazie del battesimo”, i bambini della prima comunione sono “coloro che hanno partecipato per la prima volta pienamente alla Cena del Signore” e i defunti: “coloro che hanno chiuso il loro cammino terreno e si sono presentati a Dio”. Non mancano, infine, cenni alle attività che si sono svolte nelle parrocchie e una simpatica striscia di comics, firmata da Boneff.
La rivista viene recapitata per posta a chi già riceveva il bollettino parrocchiale. Se qualcuno la desiderasse (anche oltre i confini della rete pastorale “San Lorenzo”) può richiederla a segreteriaparrocchialugano@gmail.com.
Corinne Zaugg