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Dom 22 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Madonna d’Ongero a Carona: un luogo di fede che torna a risplendere dopo i lavori di restauro

    Il Santuario della Madonna d'Ongero a Carona sta per riaprire le sue porte dopo sei anni di chiusura per restauri e potrà tornare ad essere luogo di preghiera, conforto e speranza. Mercoledì 4 settembre, durante una conferenza stampa, è stata presentato al pubblico rinnovato. Erano presenti, oltre al consiglio parrocchiale, all''architetto Luca Giordano, che ha diretto i restauratori, al coordinatore dei benefattori Riccardo Braglia, a Helena Bernal, dell'Ufficio dei beni culturali del Canton Ticino, anche il parroco don Fabrice N’Semi e don André Jerumanis, fino alla scorsa estate e per quasi 30 anni sacerdote di Carona e Carabbia.

    Questo lungo periodo di chiusura si è reso necessario per preservare la bellezza di luogo che è un importante centro religioso, ma anche un gioiello artistico e garantire la sua fruibilità assicurando la permanenza del patrimonio culturale e spirituale attraverso le generazioni. Il Santuario ha accolto innumerevoli schiere di pellegrini in cerca di pace, preghiera e di una profonda connessione con la loro fede, ha sottolineato il consiglio parrocchiale. Ora risplende di nuova luce ed è pronto ad aprire le sue porte ai pellegrini e ai visitatori, offrendo loro un luogo di pace, meraviglia, devozione e incontro.

    La riapertura ufficiale del Santuario si terrà l’8 settembre 2024, in concomitanza con la festa della Madonna d'Ongero. In questa occasione, si festeggeranno anche i 400 anni dalla sua costruzione. La Santa Messa delle 10.30 sarà presieduta da mons. Alain de Raemy.

    Uno sguardo alla storia del Santuario

    Al termine di una Via Crucis con 14 cappellette si giunge al Santuario di Santa Maria di Loreto, detto anche "della Madonna d'Ongero": un vero e proprio capolavoro dell'arte barocca. Fu costruito a partire dal 1624 e concluso nelle parti strutturali entro il 1646, in sostituzione di una piccola cappella che conteneva l'immagine miracolosa della Madonna di Loreto, risalente al 1515 e tutt'ora presente all'interno. Secondo la tradizione popolare, il dipinto fu ritrovato da una ragazza sordomuta che riacquistò la parola e l'udito.

    A partire dal 1640 circa è stata realizzata in più fasi la sontuosa decorazione interna, costituita sia da numerosissime figure in stucco sia da grandiosi affreschi. A causa delle frequenti lacune nelle fonti storiche, manca ancora uno studio definitivo su questa notevolissima impresa decorativa, all'interno della quale hanno certamente operato figure importanti di stuccatori come Alessandro Casella {1596- 1657) e Daniele Antonio Solari (nato nel 1649). Al primo si possono assegnare le due statue dei Dottori della Chiesa nel presbiterio, la ricca decorazione dell'altare maggiore, i quattro splendidi angeli situati accanto ai pilastri all'incrocio fra la navata e il transetto e le figure dei Santi Giorgio e Andrea sulla contro facciata; mentre al secondo vengono attribuite le statue che ornano le due cappelle laterali (Santa Margherita d'Antiochia e Sant'Ambrogio a destra; Santa Maria Maddalena e San Gregorio a sinistra), nonché le decorazioni degli altari laterali. Gli artisti lavorarono qui certamente insieme a un grande numero di collaboratori appartenenti alle loro botteghe.

    Fra i numerosi e variopinti affreschi, che raccontano storie della vita della Vergine Maria, di San Giuseppe e dell'infanzia di Gesù, spiccano nelle arcate cieche della navata i meravigliosi dipinti settecenteschi di Giuseppe Antonio Petrini {1677-1759) in cui l'artista ha rappresentato, l'una di fronte all'altra, due scene: a destra la Disputa di Gesù con i Dottori e, a sinistra, la Presentazione al tempio.

    I visitatori possono fruire appieno del programma iconografico di questo straordinario edificio sacro perché la chiesa è stata preservata nelle sue forme originali; la decorazione interna, pur essendosi sviluppata lungo l'arco temporale di quasi un secol, risponde a un preciso e coerente intento comunicativo da parte dei committenti ecclesiastici.

    I lavori di restauro

    I lavori di restauro erano necessari per proteggere la struttura e le opere d'arte della chiesa dagli effetti del tempo e degli agenti atmosferici.

    Le scale e i solai di legno del campanile sono stati sostituiti con solide strutture metalliche; inoltre è stata ricostruita l'intelaiatura di ferro delle campane (il cosiddetto "castello") tramite una ditta specializzata. È stato quindi messo in sicurezza strutturale l'intero campanile. Alcuni fra i numerosissimi lavori svolti riguardano la lanterna, che si trova alla sommità del tiburio. Si è provveduto a un risanamento totale (sia per quanto riguarda la volta muraria sia per il rivestimento in rame). Lo stato di grave precarietà della lanterna è stato anche la causa principale dei percolamenti di acqua sugli stucchi che, specialmente nella cupola, erano in una situazione estremamente preoccupante con numerosissimi distacchi. Il restauro è consistito nella riadesione e consolidamento degli stucchi, nella pulitura delle superfici, nell'eliminazione dei sali, nelle ridipinture, nei risarcimenti delle lacune e nell'integrazione pittorica. Inoltre, ispezioni e misurazioni hanno mostrato un evidente quadro fessurativo sulle murature del campanile e della sagrestia che hanno richiesto interventi di messa in sicurezza.

    Inoltre, interventi sulla pavimentazioni del sagrato e della Via Crucis hanno permesso di rendere accessibile il Santuario anche persone diversamente abili. Per quanto riguarda la Via Crucis, le tele sono state restaurate e verranno esposte, come tradizione, due volte all'anno; sono state inoltre realizzate delle copie fotografiche a grandezza naturale, che sono state inserite nelle cappelle in modo che i bellissimi dipinti possano essere ammirati durante tutto l'anno.

    All'interno si è proceduto anche a installare un nuovo sistema di illuminazione.

    È prevista una terza tappa (2025-2026) di restauri, che interesserà altri temi, tra cui il drenaggio a monte ed il consolidamento strutturale delle edicole della via crucis.

    Un Santuario che è anche eremo

    Un eremo completamente rinnovato mette a disposizione 10 posti letto, 2 bagni - di cui uno per disabili - e un piccolo soggiorno con cucina, offrendo accoglienza per tutti coloro che desiderano prendersi un momento di pausa nella vita quotidiana e concentrarsi sull'essenziale. Questo luogo è ideale per pregare, meditare e riposare; l'ambiente tranquillo e ospitale invita a trovare pace interiore in silenzio e isolamento. Qui gli ospiti possono ordinare i propri pensieri, ricaricarsi e rinnovarsi spiritualmente. L'atmosfera del nuovo eremo - aperto a tutti – è intima e personale, costituendo un'occasione perfetta per ritirarsi e godere di un luogo caratterizzato da una profonda calma.

    Si sta lavorando ad una pubblicazione

    È in preparazione un volume che costituirà un punto di riferimento imprescindibile nella storia del Santuario. Attraverso la pubblicazione - prevista per il mese di settembre del 2025 - il pubblico potrà conoscere nel dettaglio gli aspetti storico-artistici dell'edificio, comprendere tutto ciò che è stato rappresentato dagli stuccatori e dai pittori, essere informato delle fasi della campagna di restauro. Il volume sarà corredato da molte immagini in grande formato e sarà rivolto a tutti coloro che sono interessati a conoscere meglio uno dei più importanti monumenti del patrimonio artistico ticinese.

    Maggiori informazioni: parrocchia di Carona

    (red)

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