Incontri per Coppie in crisi, Separati, Divorziati, Risposati
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore ....»
«Amerai il tuo prossimo come te stesso... » [ Lc. 10,27 ]
Papa Francesco inaugurerà prossimamente l”anno della misericordia”, un termine abusato e per tanti oggi non piu credibile. Eppure, se solo ascoltiamo in giro, per strada o sui “social media”, c’accorgiamo di quanti sono invischiati in lacci d’ansia personale, familiare o sociale che non danno respiro. C’è chi li definisce il ”prezzo” per vivere nel nostro tempo, oppure piu semplicemente l”onda” che tutti porta con sè...ma vuole tutti sorridenti, i “sorrisi nella croce”.
Ma l’insicurezza, il dramma del tradimento, la solitudine, la sfiducia non cambiano con la mo-da e siamo fragili dentro se una parte di noi stessi se ne va, portata via da qualcun’altro.
Ecco le coppie, con diffidenze, cose non dette, rifiuti celati, abbandoni: è la vita....ma quando siamo noi in quella solitudine, reagiamo malamente, con gli altri e con noi stessi....
E se ci sono figli ecco i divorzi che diventano nuove relazioni lasciando ai piccoli la responsa-bilità di adeguarsi da soli alla nuova situazione: è la vita...ma ecco figli aggressivi, irritabili... Ed ecco i risposati: garanzia di successo? mah... non basta il cambio del coniuge per trovar la anima gemella, anzi. Riemerge la maledetta tendenza a riprodurre l'infelicità. ritornando inconsciamente sulle orme della vecchia storia: cosi è la vita.... bisognerebbe ripartire da zero, ma quale zero? tornare bambini/e? credere che ora si sa cosa si vuole?
Ebbene, c’è un altro modo, diverso da quello che vediamo e leggiamo in giro, di affrontare questa vita? Alcune coppie, forse neanche per loro merito, hanno scoperto che la crisi che ci ha messo a nudo quando l’unione è esplosa, ha in sè ben altre conseguenze, verso sè stessi, la propria fiducia, i propri valori: è allora che la vita ci appare in tutta la sua crudezza...
Hanno dovuto riconciliarsi con se stessi per riuscir ad andare avanti, e questo riconciliazione ha chiamato “fiducia”, ha chiamato “apertura” , e ha chiamato anche “fede” .
Ma oggi tutti quando sono nei guai corrono dallo psicologo, magari “emotocognitivo”, per
razionalizzare emozioni, sentimenti e comportamenti: è sufficiente? Un esempio concreto:
“Separazione e divorzio non sono di per sè eventi catastrofici, sono fonte d’ansia” ... poi: “Quando il rapporto col padre e la madre cambia, i figli dovrebbero imparare a capire le
diverse situazioni, ricostruendosi una nuova rappresentazione di famiglia”...
ecco fatto, si valutano i meccanismi in gioco, si mettono al loro giusto posto i sentimenti e i vecchi padri e le nuove madri, e tutto fila... e cosi i figli torneranno a sorridere, nella “croce”...
Ma la misericordia di cui parla Francesco è potente lenimento spirituale ed esistenziale. La psicologia fa il suo lavoro, ma sia i “malati” che gli psicologi devono trovare in essa un ele-mento decisivo nuovo per una soluzione duratura: l’amore. Non il sentimento che avviluppa gli innamorati, ma quell’abito ad amare che legge in se stessi e negli altri innanzitutto la comprensione, l’ascolto, la docilità, e l’accettazione. Allora, il “malato” ritroverà in sè l’equilibrio per capir la vita e per vivere, accettando anche la sofferenza.
Questa è la “misericordia” della nostra fede, il lascito piu grande che Dio ci abbia lasciato, il grimaldello per trasformare la “croce dei sorrisi” in finestra complice sul mondo interiore.
Servono psicologi con fede, assistenti con fede, serve un’altra via rispetto a quella del mondo, la via della accoglienza perchè anche noi siamo stati accolti da Dio, la via della “com-passio-ne” perchè anche noi siamo immersi in questo stesso mondo.
E serve ascolto della Parola, non la nostra, quella di Dio. Inutile pensare di far terapia basan-dosi solo sulle nostre capacità (cosi fa il mondo..) ma quanto detto o quanto ascoltato deve passare dal filtro della Parola, vissuta nella nostra esperienza: Gesù un giorno ha detto ai suoi discepoli “Venite con me in disparte” (Mc 6) ed è quello che dobbiamo fare noi ascoltando.
La diocesi vuol tentare quest’altra via. Per questo aspettiamo coppie in crisi, separati, divor-ziati e risposati a sfogarsi con noi in incontri dedicati; per questo vogliamo mettere in piedi un servizio organico d’ascolto e d’aiuto nel nuovo “consultorio diocesano”.
La nostra sede per tutti gli incontri è sempre il Centro Pastorale di Lugano (via Cantonale 2A)
In attesa dell’inizio del consultorio, apriremo il 14 Nov.2015 prossimo con la conferenza pubblica preceduta da un incontro conviviale (18.30h). Il relatore è un affermato psicologo con lunga esperienza e uomo di profonda fede, già noto al pubblico Ticinese: Dr. Antonio Mazzucco.
Obiettivo: mettere a fuoco l’empatia da instaurare per le “tipologie” che piu chiedono aiuto
Seguirà il 12.01.2016 un incontro dedicato (20.15h), per ascoltare dalla viva voce degli interessati i loro problemi e confrontarli con la Parola di Dio,
Infine, il 18.031.2016 un altro incontro pubblico (20.15h) in cui la risoluzione del dramma d’un matrimonio saltato verrà affrontata con l’ottica pastorale della Chiesa, alla luce del recente Sinodo sulla famiglia. Il relatore sarà il carissimo Vescovo Emerito Grampa.
Gabriella Tomamichel - Luciano Inzoli