Durante il mese islamico del Ramadan i musulmani, dal sorgere del sole al tramonto, si astengono dal cibo e dalle bevande. Il digiuno si conclude quotidianamente con l'iftar, il pasto serale consumato al termine della giornata. Un gesto conviviale che la tradizione vuole sia preparato e gustato comunitariamente, come un momento di festa. Lo stesso spirito di comunione e di amicizia anima un piccolo gruppo che, da tempo, promuovono iniziative «Per un'amicizia islamo- cristiana»: non tanto un'associazione, ma un gruppo di amici – all'inizio tre (Luan, Fabio e Claudio) – che intende proporre momenti di incontro e di dialogo per fare in modo che musulmani e cristiani possano conoscersi sempre meglio.
Da questa visione e da questi valori condivisi, nasce anche la prossima serata in calendario: l'invito è a ritrovarsi, il 23 marzo sera, al Mercato Coperto di Giubiasco, proprio per vivere assieme l'esperienza di un iftar, proposto della Comunità musulmana del Sopraceneri (Associazione islamica turco-ticinese e Comunità islamica nel Canton Ticino) con il coinvolgimento, da parte cattolica, della Parrocchia di Bellinzona e dei Frati Cappuccini. L'idea e gli stimoli iniziali per realizzarla sono giunte da due donne della stessa comunità islamica, Maria e Rasima: «Il Ramadan può essere un momento bellissimo di attesa e convivialità. Convinte che le cose belle nella vita vadano condivise, ci siamo dette che volevamo con gioia offrire questo momento, nello spirito con cui viene vissuto all'interno della comunità islamica, anche ad altri. Un aspetto ci piace in particolare, quello della socializzazione. Ci teniamo entrambe molto: sia Maria che io, siamo infatti nate e cresciute qui e viviamo in una società, quella ticinese, che è di fatto multiculturale. Molti, però, ancora parlano credendo di conoscere ma, ci rendiamo conto, non conoscono davvero, pur avendo il senso di una curiosità sana e la volontà di capire. Intercettando questo desiderio, vogliamo anche dar loro un'occasione di risposta».
L'incontro, ci spiega Rasima, prevede anche un certo rituale: «Romperemo il digiuno poco dopo l'orario di ritrovo, fissato per le 18.30, assaporando un dattero. Seguirà una breve preghiera, che per noi musulmani corrisponde alla penultima prima della notte. Tutto il cibo che offriremo è stato preparato a mano, con la collaborazione di molti giovani che frequentano la nostra comunità».
Rasima e Maria hanno concordato il tutto con l'Imam Luan Afmataj: «Più in piccolo, è ormai da alcuni anni che alcune persone della comunità islamica ticinese e di quella cattolica condividono momenti simili. Lo scorso anno una dozzina di cristiani ha preso parte ad un iftar presso il nostro Centro di Giubiasco, e altrettanti musulmani hanno condiviso un pasto e assistito ad un momento di preghiera ecumenico presso la Chiesa riformata di Lugano»,ci confida. Quest'anno, tuttavia, l'intenzione è di «allargare un po' questi ponti di amicizia, per viverli non soltanto tra di noi, ma favorendo il dialogo in una cerchia più ampia: potremo accogliere, grazie al Comune di Bellinzona, che ci ha generosamente concesso gli spazi a condizione di favore, fino a 300 persone. A seguire, dopo la cena, offriremo anche un momento di dialogo informale». Il significato di questo momento è dunque molteplice: «Il cibo ha un senso di sacralità per noi. "Condividere il pane", come si dice in Turchia o nei Balcani, equivale a condividere la cosa più sacra. In un'accezione più strettamente spirituale, il senso di un iftar è compiacere Dio e il prossimo: il primo con l'adorazione e il secondo condividendo. Così anche noi vogliamo dare, qui in Ticino, un messaggio forte di apertura al nostro prossimo», conclude Afmataj. La serata si svolge anche con il sostegno del Servizio per l'integrazione degli stranieri del Cantone. (LQ)
Per partecipare all'iftar condiviso, iscriversi entro il 15 marzo a: iftar.condiviso@gmail.com.