R. – Naturalmente il viaggio di Fatima è legato al centenario delle apparizioni del 1917. La cosa che mi pare sia bella è la preghiera di Papa Francesco davanti alla Madonna di Fatima prima del Rosario, dove porta proprio tutte le ansie, le attese e i desideri di un popolo: il popolo di Dio. Mi pare che il viaggio di Fatima rappresenti un apice in questo anno, perché lì c’è il primato della preghiera.
D. – Altra visita da ricordare è la visita a Bozzolo e Barbiana del 20 giugno.
R. – Sì, questa visita, anche se non è forse una delle più importanti, sicuramente lo è dal punto di vista simbolico perché esprime una visione di Chiesa del Papa. Il Papa più volte lo ha ricordato - anche nel discorso di Bozzolo, alla tomba di don Primo - che la forza della Chiesa italiana sono i parroci più che i vescovi.
D. – Chiudiamo con l’Urbi et Orbi di Natale…
R. – Mi ha colpito la lettura del Papa sul fatto che dentro il bambino di Betlemme ci sono i volti di tutti i bambini del mondo. Ha voluto ripercorrere di fatto i suoi viaggi e la sua vicinanza alle situazioni più problematiche dell’umanità: dalla Terra Santa alla Siria, dall’Africa alla Corea e al Myanmar, ad altri luoghi che ha visitato. Mi ha colpito anche la sua vicinanza alle situazioni di disagio sociale; penso al tema del lavoro, che ha richiamato in particolare nella visita a Genova. Una visione che si colloca sempre dentro lo sguardo dei bambini.
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Federico Piana - Città del Vaticano - VaticanNews