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No all’esportazione di materiale bellico

Malgrado la guerra nello Yemen, il Consiglio federale ratifica l’esportazione di materiale bellico in Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo, coinvolti nel conflitto. Tali Paesi sono annoverati tra i più grossi acquirenti di materiale bellico di provenienza svizzera. Per incrementare l'industria dell'armamento sta avvenendo ciò che spaventava due anni fa, quando fu allentata l'Ordinanza concernente il materiale bellico: vengono infatti messi da parte gli aspetti umanitari e di promozione della pace. La Commissione nazionale Giustizia e Pace della Conferenza dei vescovi svizzeri ha sempre rammentato che la pace non va costruita facendo la guerra e incrementando l’industria bellica.

Giustizia e Pace segnala che viene intaccata la credibilità del nostro Paese nel mondo, visto che esso non appare più come garante di una tradizione umanitaria, bensì unicamente attento ai propri interessi. L'allusione al fatto che anche altri Paesi forniscono materiale da guerra non tiene dal punto di vista etico: se altri agiscono in modo immorale ciò non discolpa il nostro proprio agire.

Guerre e commercio di armi fanno parte di questo mondo, ma la Svizzera deve poter mostrare che né gli Stati a tendenza totalitaria né il fanatismo con i suoi conflitti a matrice religiosa contribuiscono a migliorare la vita dell'uomo sulla terra. Le forniture di materiale bellico in tali regioni accrescono i conflitti sociali e le conseguenze ricadranno anche su di noi.

La politica d'esportazione di materiale bellico o di sicurezza militare deve incentrarsi sullo sviluppo integrale dell’uomo. Dal profilo dell’etica cristiana la difesa dell’industria nazionale o il timore di un calo delle cifre d’esportazione non possono giustificare ogni tipo di comportamento economico. Un agire politico cristianamente motivato si orienta al bene comune, alla solidarietà come opzione per i poveri e gli emarginati (nel mondo intero!) e al dovere di promuovere la pace e operare per una riduzione delle armi e del materiale da guerra.

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