Dal 3 al 6 novembre papa Francesco sarà in Bahrain. Si tratta di un importante viaggio apostolico a cui il Santo Padre non ha voluto rinunciare, nonostante i suoi problemi di salute. L’occasione, infatti, è troppo importante. È la prima volta che un Pontefice visita questo piccolo Stato arabo, diventato regno nel 2022.
Anzitutto il Papa potrà incontrare la comunità cristiana del luogo, che conta 180.000 fedeli (il 10% della popolazione), di cui 140.000 cattolici. In particolare, però, la visita del Santo Padre gli permetterà d’intervenire, il 4 novembre, al « Bahrain Forum for Dialogue: East and West for Human Coexistence ». Nel pomeriggio dello stesso giorno, poi, papa Francesco incontrerà lo sceicco Ahmad Al-Tayyeb, il Grande Imam di Al-Azhar. Si tratta della ripresa di un colloquio, in verità mai interrotto, che aveva già portato alla firma, il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi, del «Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale».
Possiamo però pensare che ora, nel contesto in cui viviamo, questa occasione d’incontro fra cattolicesimo e islam acquisti anche significati ulteriori rispetto al 2019. Sia la Dichiarazione di Abu Dhabi, sia l’Enciclica Fratelli tutti, che a tale Dichiarazione fin dall’inizio si richiama, sottolineano il fatto che Dio «ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli fra loro ». Questo assunto è non solo l’espressione di una volontà d’incontro. È soprattutto il presupposto di quel cammino comune attraverso il quale, soltanto, la pace tra gli esseri umani può essere realizzata. Condizione dalla pace è infatti che gli esseri umani si considerino e si sentano, davvero, tutti fratelli fra loro. La pace, d’altronde, è al centro da tempo delle preoccupazioni e dell’impegno di papa Francesco. Lo è tanto più in quest’ultimo periodo, nel quale, per l’opinione pubblica occidentale, la guerra non è qualcosa di relegato in parti lontane o periferiche del mondo, ma si combatte proprio ai confini dell’Europa. Non è un caso, dunque, che gli interventi più recenti del Santo Padre si siano concentrati sulla necessità di compiere, da parte di ciascuno, ogni sforzo concreto per ristabilire la pace.
Ciò dunque che ci possiamo aspettare da questa visita in Bahrain, dalla partecipazione del Papa al Forum per il dialogo, dal rinnovato incontro con lo sceicco Al-Tayyeb, dai discorsi che verranno pronunciati, non è solamente il rilancio di quel dialogo interreligioso che rappresenta il vero, efficace antidoto a ogni fondamentalismo, qualsiasi sia la sua origine e la sua matrice. Oltre a ciò sarà l’occasione preziosa per far sì che le due religioni monoteiste numericamente più rappresentative s’impegnino e impegnino i loro aderenti ad assumere la pace come unico orizzonte dello sviluppo umano: nella misura in cui, se una guerra vi dev’essere, questa va dichiarata solo alle povertà, alle diseguaglianze, a ogni forma di male del mondo.
di Adriano Fabris, Direttore dell’Istituto «Religioni e Teologia» (ReTe) alla Facoltà di teologia di Lugano
Il programma del viaggio di Francesco
Cinque discorsi, un’omelia e un Angelus, tutti pronunciati ad Awali. Questo, in sintesi, il programma del viaggio apostolico del Papa in Bahrein, dal 3 al 6 novembre.
Giovedì 3 novembre, il Santo Padre parte alle 9.30 dall’aeroporto di Fiumicino, destinazione Awali, che raggiunge alle 16.45, orario dell’accoglienza ufficiale. Alle 17.30 la visita di cortesia al Re del Bahrein, presso il “Sakhir Royal Palace”, seguita alle 18.10 dalla cerimonia di benvenuto nel cortile del “Sakhir Royal Palace” e, alle 18.30, dall’incontro con le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico, occasione del primo discorso in Bahrein.
Venerdì 4 novembre, alle 10, il Papa interverrò alla chiusura del “Bahrain Forum Dialogue: East and West for Human Coexistence” presso la Piazza Al-Fida’ nel complesso del “Sakhir Royal Palace”, dove terrà un discorso. Alle 16 l’incontro privato con il Grande Imam di Al Azhar nella Residenza Papale nei pressi del “Sakhir Royal Palace”, cui seguirà, mezz’ora dopo, l’incontro con i membri del “Muslim Council of Elders” presso la Moschea del “Sakhir Royal Palace”, con un altro discorso papale. L’ultimo discorso della giornata Francesco lo pronuncerà alle 17.45, durante l’incontro ecumenico e la preghiera per la pace presso la cattedrale di Nostra Signora d’Arabia.
Sabato 5 novembre la giornata papale comincerà alle 8.30, con la Messa presso il “Bahrain National Stadium” e proseguirà nel pomeriggio, alle 17, con l’incontro con i giovani – ai quali rivolgerà un discorso – presso la Scuola del Sacro Cuore.
Domenica 6 novembre, alle 09.30, il Santo Padre interverrà con un discorso all’incontro di preghiera e all’Angelus con i vescovi, i sacerdoti, i consacrati, i seminaristi e gli operatori pastorali presso la Chiesa del Sacro Cuore a Manama. Alle 12.30 la cerimonia di congedo presso la “Sakhir Air Base” di Awali, dove alle 13 è prevista la partenza in aereo per Roma, con arrivo alle 17 all’aeroporto di Fiumicino.