di Manuela Masone Recentemente un giovane mi ha chiesto cosa significhi per me pregare. Preghiera per me è “mettersi in Presenza”. Dio è sempre e ovunque presente e quindi in teoria potremmo comunicare con Lui in ogni istante ed in ogni luogo. Solitamente pensiamo alla preghiera come al tempo che dedichiamo a Dio in un momento preciso della nostra giornata o settimana (e ci sentiamo in colpa quando ci sembra di non aver fatto abbastanza). Anche se aiuta fissare dei momenti da dedicare alla lettura della Parola, alla Liturgia o al silenzio, per me è importante ricordare che la Presenza di Dio nella mia vita non si limita al tempo che riesco a dedicargli o meno. In ogni istante e in ogni luogo significa sempre, solo che non ne sono costantemente cosciente o forse sono un po’ “distratta dalla vita”. “Mettermi in Presenza” è quel momento in cui passo dallo stato di “distrazione” allo stato di coscienza e interiormente dico “Ok, ci sono e so che Tu sei qui”. In quell’attimo inizia una comunicazione attiva che io chiamo preghiera. Può essere un momento breve o prolungato, mi posso trovare tra la folla o da sola in silenzio, in ufficio, in montagna o al supermercato eppure sono alla Sua Presenza. E per te, preghiera è…? di Manuela Masone