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Dom 15 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Quegli amici di Bergoglio che non sapevano di esserlo

    di ANDREA TORNIELLI

    Vatican Insider

    «Quando era Enea, niun mi conoscea, or che son Pio, tutti mi chiaman zio». Le parole dell'umanista Enea Silvio Piccolomini divenuto Pio II nel 1458, descrivono bene la rincorsa ad accreditarsi come amici del Papa dopo la sua elezione. Con Jorge Mario Bergoglio accade anche il processo inverso: ci sono persone considerate «amiche» da Francesco che non sapevano di esserlo. È il caso del gesuita Francisco Cortés, detto «padre Paquito», 91 anni, spagnolo di nascita ma ecuadoriano di adozione, che ieri ha incontrato il Papa e poi ha pranzato insieme a lui e a una ventina di altri padri gesuiti del Collegio Javier di Guayaquil, un grande centro educativo sorto a metà degli anni Cinquanta nella città che si affaccia sul Pacifico, tappa del viaggio di Francesco in America Latina.

    Padre Paquito, che ieri sera seduto a tavola a fianco del Pontefice, non vedeva Bergoglio da trent'anni. Si erano conosciuti negli anni Ottanta, quando il Papa non era ancora vescovo ma Provinciale dei gesuiti argentini. Si sono incontrati soltanto tre volte. Ma la figura di padre Cortés ha segnato la memoria di Francesco, che ha chiesto di incontrarlo privatamente prima del pranzo. Bergoglio infatti era solito mandargli alcuni allievi gesuiti perché lo considerava un ottimo formatore. «Non so perché il Papa ha voluto quest'incontro - racconta l'anziano gesuita, con la camicia a maniche corte bianca, il bastone e un debole per i sigari - non siamo rimasti in corrispondenza, e io sono davvero un "signor nessuno"». Ecco, era «amico» del Pontefice senza saperlo. «Francesco è rimasto segnato dalla memoria di questi incontri», ha detto il portavoce vaticano padre Federico Lombardi.

    Episodi simili si sono ripetuti più volte. Nel settembre 2013, in visita a Cagliari, Francesco chiese di poter vedere l'anziano arcivescovo curiale Luigi de Magistris: l'aveva incontrato una volta quando guidava la Penitenzieria apostolica per parlargli di un caso delicato accaduto a Buenos Aires ed era rimasto colpito dalla sua saggezza. Così sapendo che si era ritirato a Cagliari, ha voluto incontrarlo. E lo scorso febbraio l'ha fatto cardinale.

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