Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

Quell'amore chiamato amicizia

Attualmente l’amicizia attraverso i social può assumere connotati superficiali basati sulle apparenze. Per scoprire il vero valore di questa relazione bisogna però disconnettersi dalla realtà virtuale e connettersi alla vita vera, riscoprendo l’impor tanza del rapporto con l’a l t ro. Non vogliamo condannare i social, bensì evidenziare l’influenza che essi hanno sul modo di percepire le nostre esperienze. Se da un lato sono parte della nostra vita e il mezzo attraverso cui tenere vive vere amicizie a distanza, nate nel mondo reale, d’altra parte rischiano di invadere la nostra quotidianità sottraendo tempo che invece potremmo dedicare a guardare l’altro negli occhi, costruendo una relazione sincera. Singolarmente idrogeno e ossigeno hanno una loro identità, ma non si vedono. Uniti nelle giuste proporzioni invece, si legano e formano l’acqua, origine della vita. Allo stesso modo l’uomo esiste ed è unico, ma solo messo in relazione con l’a l t ro può crescere e realizzarsi come essere. Padre Pancrazio, il fondatore della Fraternità Francescana di Betania, amava ripeterci: «Meglio avere la sensazione di camminare poco insieme che l’illusione di camminare tanto ma da soli, perché in quell’insieme c’è Lui -Gesù - che ha garantito la sua presenza (cfr. Mt 18,20) e senza del quale non possiamo fare nulla di buono». Essere amici significa essere compagni, termine che deriva dal latino cum panis, condividere il pane. Gli amici quindi dividono insieme le gioie e le difficoltà della vita, così

facendo vincono la solitudine e riscoprono se stessi poiché non può esistere un’amicizia senza il dono sincero di sé. L’amicizia infatti non è fine a se stessa ma edifica entrambi i protagonisti, sia a livello morale che a livello umano. Benedetto XVI ci ricorda che la carità è la base su cui costruire non solo rapporti d’amicizia ma anche relazioni familiari e macro relazioni che coinvolgono l’intera società. L’amicizia è un dato originario nella vita dell’uomo, eppure trovare un amico vero non è semplice, e anche quando lo si incontra bisogna costantemente edificare il rapporto superando insieme tradimenti, superficialità, gelosie e possessività. Ciò può sembrare impossibile, ma non è così: l’autore del Siracide nella sua visione realista ci ricorda che “Chi trova un amico trova un tesoro” (Sr 6,14). Inoltre, il Vangelo ci insegna che se si pone Cristo al centro di

un rapporto, di qualsiasi tipo esso sia, la relazione sarà vincente perché si cammina guardando nella stessa d i rez i o n e. Come Giovani di Betania scegliamo di porre Gesù al centro dei nostri rapporti, sperimentando la gioia dello stare insieme condividendo una profonda esperienza di fede. Questo perché Egli per primo ci ha chiamati amici e nello spezzare il pane ha dato la Sua vita per salvare la n o st ra. Il motore della vita è sempre l’amore che quando è appassionato

cambia il mondo: quello di Gesù lo era. Per questo si è fatto crocifiggere ed è morto e risorto per noi. Sul Suo esempio amiamo quindi i nostri amici, ricordandoci che l’amore non è assenza di sofferenza ma dono totale di sé.

I GIOVANI DI BETANIA: ELISABETTA CAZZOLA, EMANUELE CAZZOLA, LISA CONTORBIA, ANGELICA DE MARTINO, GRETA DI MAURO, ANGELICA MAGGISANO, ALESSANDRO MARCHESI, ALICE OTTOLINI.

Per informazioni sulla Fraternità scrivere a rovio@ffbetania.net

News correlate

News più lette