di Katia Guerra
La parabola del Seminatore messa in scena ai nostri giorni: è ciò che propone il gruppo Sacre Rappresentazioni di Locarno. Si potrà assistere e partecipare alla «prima» venerdì 23 febbraio nella chiesa di Sant’Antonio a Locarno. Seguiranno varie repliche (vedi sotto).
La parabola ai nostri giorni
Sono quattro le scene rappresentate. «Raccontano la vita dei nostri giorni, con le attrici e gli attori vestiti con gli abiti di oggi, con il telefonino in mano, immersi e distratti nel loro quotidiano, a volte più preoccupati di raggiungere il successo e la ricchezza che non a rivolgere lo sguardo verso Dio, con amici che litigano al posto che ricercare l’armonia, nella ricerca e nell’adorazione di altri idoli che non sono Dio», ci racconta Claudio Troise, regista, autore dei testi e fondatore del gruppo Sacre Rappresentazioni di Locarno. Questo per quanto riguarda le prime tre scene. Per la quarta, il filo conduttore è la speranza che ha origine in Dio.

La Parola di Dio resa visibile
Quella del Seminatore è una parabola che rende visibili i diversi effetti della predicazione della Parola di Dio. Gesù racconta di un seminatore che getta il seme su quattro tipi di terreno: la strada, la pietra, le spine e la terra buona. Il seme rappresenta la Parola di Dio, mentre il terreno è il cuore delle donne e degli uomini. Solo il seme che cade sul terreno buono porta frutto.
Nelle quattro scene proposte nella rappresentazione del Gruppo di Locarno ci sono appunto gli spunti di riflessione ispirati da questa parabola, raccontata nel Vangelo di Matteo: il Regno di Dio non viene compreso (i semi caduti sulla strada mangiati dagli uccelli rappresentano il maligno che ruba ciò che è stato seminato nel cuore dell’uomo), la Parola di Dio viene ascoltata con entusiasmo, ma non mette radici e alle prime difficoltà o persecuzione viene dimenticata (i semi che finiscono su un terreno con molte pietre e poca terra: germogliano subito, ma il sole li brucia perché non hanno radici robuste), la Parola di Dio viene ascoltata, ma è soffocata dalle preoccupazioni di questo mondo e dai piaceri della ricchezza e rimane senza frutto (i semi caduti in mezzo alle spine che soffocano i germogli), l’ascolto e la comprensione della Parola di Dio, che dà molto frutto (i semi caduti in un terreno buono che danno frutto abbondante).
«Il messaggio, per chi lo vuole ascoltare, è chiaro», evidenzia Troise, che sottolinea come le rappresentazioni sacre abbiamo come punto forte il coinvolgimento, grazie alla recitazione, ai suoni, alla scenografia, attraverso i quali la parola acquisisce più forza. «Il nostro obiettivo non è solo quello di far conoscere la Parola e offrire una riflessione, ma anche di rendere il pubblico protagonista e partecipe alla narrazione. Per questo proponiamo anche delle preghiere e dei canti comunitari». Troise ci confessa che«seall’iniziononèstatofacilecoinvolgere le persone, continuando a proporre queste iniziative e facendoci conoscere riusciamo sempre di più nel nostro scopo».
Al lavoro da settembre
La preparazione delle quattro scene sulla parabola del Seminatore ha preso il via lo scorso mese di settembre con lo studio sui testi a tavolino, per poi iniziare con l’allestimento e le prove in chiesa, una volta a settimana. Contemporaneamente si è provveduto a preparare il materiale scenografico, i costumi, l’apporto logistico di fari, sonorizzazione, trucco. «Siamo molto contenti del risultato ottenuto», ci confida Claudio Troise.

Il gruppo di Locarno
Il gruppo Sacre Rappresentazioni di Locarno, composto oggi da una quindicina di elementi fra attrici, attori, collaboratori in vari ambiti, è nato nel 2021, ispirato dalle iniziative del compianto padre Callisto Calderari edall’omonimogruppodiBellinzona, di cui Troise faceva parte, con l’obiettivo di far scoprire e approfondire il messaggio evangelico. Ha proposto fino ad ora le parabole del Padre misericordioso e del buon Samaritano (2022), e nel 2023 la vita di sant’Antonio Abate (patrono della collegiata di Locarno da dove ha preso origine il Gruppo). Le rappresentazioni di svolgono solitamente nelle chiese.
Questa forma di teatro sacro ha avuto origine e si è sviluppata soprattutto in Italia sin dal medioevo. Il presepio che San Francesco d’Assisi volle allestire a Greccio è considerato tradizionalmente la prima sacra rappresentazione moderna. Un altro esempio, nel nostro Cantone, sono le famose processioni storiche di Mendrisio.
Sacre rappresentazioni: ecco il programma
La pièce sulla parabola del Seminatore andrà in scena per la prima volta venerdì 23 febbraio alle ore 20 a Locarno, nella chiesa di Sant’Antonio. Seguiranno le repliche:
domenica 3 marzo alle ore 17 nella chiesa di San Giuseppe ad Arbedo;
venerdì 15 marzo alle ore 20 nella chiesa di San Antonio a Gordola;
venerdì 22 marzo alle ore 20 nella chiesa di San Rocco a Minusio;
sabato 6 aprile alle ore 20 nella chiesa di Sant’ Antonio a Lugano.
L’entrata è gratuita con offerta libera.