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Dom 22 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Sessualità: chi ha una vita spirituale intensa è più soddisfatto della sua vita amorosa

    Secondo una recente indagine scientifica (ma sono molte le ricerche in tal senso negli ultimi anni), chi ha una vita spirituale intensa è più soddisfatto della sua vita amorosa e sessuale. Il beneficio dell’attivo coinvolgimento religioso con la positività della personale vita affettiva e sessuale, hanno scritto i ricercatori, «è in linea con precedenti studi che associano l’impegno religioso ad una migliore salute mentale, una maggiore soddisfazione di vita e migliori relazioni sessuali in generale». Per avere un rapporto sessuale soddisfacente è necessario coinvolgere tutto noi stessi: fisicità, dimensione relazionale e spiritualità.

    Il nuovo studio è stato pubblicato sulla rivista Applied Research in Quality of Life, ed è stata realizzata da due psicologi dell’Università di Porto, in Portogallo, Félix Neto e Maria da Conceição Pinto. Riteniamo siano dati importanti, sopratutto perché riguardano una tematica di cui la modernità è ossessionata, cioè la sessualità. Queste indagini mostrano che non è affatto lo spirito libertino, come molti erroneamente credono, a portare una vera soddisfazione sessuale, anzi forse contribuisce ad esasperare gli istinti. Il benessere psico-fisico è infatti posto all’opposto dell’immediato piacere egoistico ed edonistico, il quale invece deriva dal «condividere attivamente i valori legati alla famiglia, alla cultura, e alla moralità». Chi beneficia davvero della sessualità è chi concepisce che il sesso non è soltanto sesso, ma è un dono, uno dei tanti strumenti dell’espressione amorosa della coppia.

    I migliori amanti, ci dicono le ricerche, sono coloro che prendono sul serio la sessualità, che non giocano con il proprio corpo e con quello altrui, non usano i corpi e i genitali come meri oggetti di piacere. La Chiesa insegna che il sesso tra coniugi è un dono di Dio ed ha una finalità unitiva, non necessariamente legata a quella procreativa. Ovvero, è falsa la leggenda anticlericale che i cattolici facciano sesso solo per riprodursi. A tutti i fidanzati che frequentano i corsi prematrimoniali nelle parrocchie, viene infatti insegnato l’utilizzo dei metodi naturali per la regolamentazione della fertilità.

    Così scrive Papa Francesco nella "Amori Laetitia": 

    150. [...] Dio stesso ha creato la sessualità, che è un regalo meraviglioso per le sue creature. Quando la si coltiva e si evita che manchi di controllo, è per impedire che si verifichi «l’impoverimento di un valore autentico». San Giovanni Paolo II ha respinto l’idea che l’insegnamento della Chiesa porti a «una negazione del valore del sesso umano» o che semplicemente lo tolleri «per la necessità stessa della procreazione». Il bisogno sessuale degli sposi non è oggetto di disprezzo e «non si tratta in alcun modo di mettere in questione quel bisogno».

    151. A coloro che temono che con l’educazione delle passioni e della sessualità si pregiudichi la spontaneità dell’amore sessuato, san Giovanni Paolo II rispondeva che l’essere umano è «chiamato alla piena e matura spontaneità dei rapporti», che «è il graduale frutto del discernimento degli impulsi del proprio cuore». È qualcosa che si conquista, dal momento che ogni essere umano «deve con perseveranza e coerenza imparare che cosa è il significato del corpo». La sessualità non è una risorsa per gratificare o intrattenere, dal momento che è un linguaggio interpersonale dove l’altro è preso sul serio, con il suo sacro e inviolabile valore. In tal modo «il cuore umano diviene partecipe, per così dire, di un’altra spontaneità». In questo contesto, l’erotismo appare come manifestazione specificamente umana della sessualità. In esso si può ritrovare «il significato sponsale del corpo e l’autentica dignità del dono». Nelle sue catechesi sulla teologia del corpo umano, san Giovanni Paolo II ha insegnato che la corporeità sessuata «è non soltanto sorgente di fecondità e di procreazione», ma possiede «la capacità di esprimere l’amore: quell’amore appunto nel quale l’uomo-persona diventa dono». L’erotismo più sano, sebbene sia unito a una ricerca di piacere, presuppone lo stupore, e perciò può umanizzare gli impulsi.

    152. Pertanto, in nessun modo possiamo intendere la dimensione erotica dell’amore come un male permesso o come un peso da sopportare per il bene della famiglia, bensì come dono di Dio che abbellisce l’incontro tra gli sposi. Trattandosi di una passione sublimata dall’amore che ammira la dignità dell’altro, diventa una «piena e limpidissima affermazione d’amore» che ci mostra di quali meraviglie è capace il cuore umano, e così per un momento «si percepisce che l’esistenza umana è stata un successo».

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