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Settimana delle Religioni al via: le proposte

Quest’anno non ci saranno le tradizionali porte aperte ai vari luoghi di culto a caratterizzare la «Settimana delle religioni» che la Comunità di lavoro interreligioso (IRAS-COTIS) propone ogni anno a novembre, su tutto il territorio svizzero. Scorrendo la pagina web dell’associazione, dove cantone dopo cantone sono elencate tutte le manifestazioni in cartellone, a prevalere è il colore rosso e la parola: «Abgesagt» («annullato»). Annullate decine di tavole rotonde, di rappresentazioni teatrali, serate a tema, concerti, cineforum, dibattiti, visite guidate, incontri, passeggiate. Il coronavirus ha colpito duro anche qui. Per tanto, l’edizione di quest’anno si terrà in forma estremamente ridotta, con soltanto circa il 10% delle proposte originariamente previste. La Settimana delle religioni offre ogni anno, alle varie religioni e confessioni presenti sul suolo svizzero, la possibilità di farsi conoscere all’interno di una società che, come spiega Katja Joho, la direttrice nazionale di IRAS-COTIS, confina le religioni sempre di più nella sfera privata, con il concreto rischio di non conoscerle più, spesso proprio a partire da quella a cui si appartiene. Quando poi si manifestano eventi legati alle religioni – come è drammaticamente avvenuto proprio in questi giorni con gli attacchi terroristici in diverse città europee – alle persone mancano le conoscenza e gli strumenti per leggere questi atti e la religione corre il rischio di essere strumentalizzata. È quindi grande il rammarico da parte degli organizzatori dover rinunciare a questa importante settimana di sensibilizzazione, di incontro e di dialogo con e tra le diverse confessioni e religioni, presenti in Svizzera. Nella Svizzera italiana sono state annullate le visite guidate alla sinagoga, alla moschea, al Centro Bahá’iVia, alla chiesa protestante e ad una chiesa cattolica. Il comitato «Forum svizzero per il dialogo interreligioso e interculturale» –ci spiega don Rolando Leo– ha deciso infatti di mantenere in cartellone unicamente l’appuntamento con il cinema. Ad Ascona, al Collegio Papio, mercoledì 11 novembre alle 20.15, verrà proiettato il film di Ermanno Olmi, «Il villaggio di cartone», che narra la vicenda di una chiesa ormai inagibile, che viene dismessa e spogliata di tutto l’arredo sacro e che poi, per una serie di circostanze, si trasforma da luogo di desolazione, in un nuovo spazio di fratellanza e di accoglienza per un gruppo di extracomunitari africani senza permesso di soggiorno. Il film verrà ri proposto domenica 15, alle 17.30, al Cinema Studio Foce, Via Foce 1, a Lugano. A Chiasso, invece, sabato 14, alle 20, alla Sala-Cine Excelsior, in Via S. Franscini 10, verrà proposto il film «Mr. Ove», del regista svedese di Hannes Holm. Mr. Ove è un anziano burbero che dirige in modo inflessibile la vita del quartiere in cui abita, bacchettando senza riguardo il vicinato per qualsiasi irrilevante irregolarità. L’atteggiamento intransigente di Ove si ammorbidisce dopo l’incontro con l’iraniana Parvaneh, una nuova vicina, da poco trasferita con il marito e i due figlioletti. Smessi i panni di ispettore del vialetto, si apre a una tenera e inaspettata amicizia. Le tre proiezioni saranno seguite da un dibattito. Iscrizione su prenota.lugano.ch, dove sarà possibile essere informati anche su eventuali cambi di programma. Tutti gli appuntamenti si tengono nel rispetto delle norme igieniche accresciute e della distanza sociale. La mascherina, è d’obbligo. Nel caso di nuove misure antipandemia conviene informarsi con gli organizzatori sulle modalità di partecipazione alle proiezioni. (red)

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