di Cristina Vonzun C’è un Sinodo reale e un Sinodo mediatico. Proseguendo questo trend che va avanti da mesi, nella conferenza stampa di lunedì, padre Lombardi è stato chiamato ad intervenire sulla pubblicazione da parte del vaticanista Magister nel sito L’Espresso di un articolo dal titolo: “Tredici cardinali hanno scritto al Papa. Ecco la lettera”. L’articolo racconta e riporta integralmente il testo di un presunto documento firmato da 13 porporati che sarebbe stato consegnato al Pontefice dal cardinale George Pell, lo scorso lunedì 5 ottobre, all'inizio dei lavori dell’assemblea. I mittenti della missiva (che nel frattempo le smentite di alcuni di loro sono diventati 9) solleverebbero questioni di metodo sul Sinodo. In particolare, i porporati avrebbero chiesto conto della composizione della commissione chiamata a redigere il testo finale, e chiedono che i relatori dei circoli minori siano eletti e non nominati (eventualità questa dei nominati non eletti fatta balenare da alcuni circoli mediatici alla vigilia del Sinodo ma mai entrata nel novero delle possibilità). I quattro cardinali in questione sono Scola, Vingt Trois (arcivescovo di Parigi), Piacenza e Erdö. Il vaticanista in questione ha dunque provveduto a cancellare i nomi di questi 4 dalla lista dei presunti firmatari, lasciando aperta una questione etica non da poco sulla pubblicazione di nomi di persone a cui il sito ha attribuito un atto da loro mai compiuto. Va detto che una settimana fa, sia il Papa, sia il segretario generale del Sinodo, cardinale Baldisseri hanno dato chiarimenti sulle questioni procedurali che la missiva solleverebbe. Il cardinale Baldisseri ha spiegato proprio in una delle sessioni di apertura del Sinodo che non ci sono stati cambiamenti di procedura riguardanti la commissione incaricata di redigere il documento finale e riguardo la nomina dei relatori dei circuli minores. Baldisseri ha precisato che fino al Sinodo straordinario 2014 la redazione del documento finale era affidata a tre-quattro persone della Segreteria generale. È stato Francesco a volerla allargare, associandovi un padre sinodale per ogni continente. Mai questa commissione era stata eletta dall'aula. Come già avvenuto nel 2014, i relatori e i moderatori dei circuli minores sono stati eletti dai padri e non nominati. E le relazioni di questi circoli, come avvenuto l'anno scorso, sono state rese pubbliche integralmente. Come si ricorderà, Francesco una settimana fa, aveva citato l'«ermeneutica cospirativa», definendola quella «sociologicamente più debole» e «teologicamente» più divisiva. di Cristina Vonzun