Gilberto Isella, noto poeta ticinese nonché autore di una rubrica dedicata a poeti religiosi, contemporanei e non, sulle pagine di Catholica, compie 80 anni. Lo si festeggerà questa mattina alle ore 10 presso il Municipio di Lugano, sul palco del festival di poesia più antico del Ticino, «Poestate», in occasione di una lettura a più voci della sua opera: dalla poesia, presentata da Laura Quadri, alle opere in prosa invece approfondite da Stefano Vassere e con letture di Margherita Coldesina, lasciando infine la parola all’autore stesso. Un’occasione non solo per risentire e riassaporare le raccolte più note – dalla prima, Vigilie incustodite, nel 1989 all’ultima, Criptocorsie del 2022 – ma anche per approfondire testi meno noti di un’inedita carica spirituale. È il 2019 quando ad esempio Isella si dedica, in collaborazione con l’artista di Porlezza Bruno Bordoli (vedi Catholica del 6 maggio) alla plaquette intitolata «Trittico cristiano»; tre poesie, accompagnate dalle opere di forte impatto visivo di Bordoli, dedicate rispettivamente alla Natività; all’immagine, per tutti dolorosissima, della cattedrale di Notre-Dame in fiamme, a seguito dell’incendio occorso il 15 aprile dello stesso anno e, al cuore della breve raccolta, alla morte in croce di Gesù, descritta nei suoi attimi più dolorosi: «Torre e caligine allora diventiamo/ dove fremono labbra/ tra meduse di sogno e figure semispente/ mentre fuori piangono gli ulivi/ si torce in maschera sulfurea l’orizzonte/ sotto brume di coorti angeliche respinte».
Altrettanto incisive e toccanti ci paiono le poesie apparse qualche tempo prima, nel 2016, nella raccolta Preludio e corrente per Antoni. La Sagrada Familia del Gaudì, che è al centro della raccolta, è qui occasione per Isella di intessere un elogio del comporre: quel fare poesia ma anche costruire o architettare una chiesa che sia sempre in divenire, «sempre aperto» sul Mistero, nella presa di consapevolezza finale, quasi sussurrata dal poeta, che anche «l’incompiutezza è di Dio».
Nelle altre raccolte iselliane tale Mistero assume i volti più vari. È il tema, ad esempio, di un’armonia francescanamente recuperata nelle sue ultime opere: in ordine cronologico, «Gaia Flora», quaderno della Rivista «Opera Nuova» nel quale le poesie iselliane accompagnano le riproduzioni naturalistiche di Alfredo Riva componendo per ciascun fiore e ciascuna pianta illustrata una poesia che fantasiosamente ne ripercorra l’origine del nome, o di «Pietracqua», plaquette in collaborazione con Loredana Müller e Giulia Napoleone. Tra i versi poetici, nel dialogo tra uomo e natura, emerge il destino paradossale del primo: «Noi non siamo che maldestri fattorini sulla soglia della luce».
«Hilde» è invece l’inedito che dovremmo poter presto stringere tra le mani: una raccolta poetica interamente dedicata alla figura della grande mistica medioevale Santa Ildegarda di Bingen, raccolta di cui possiamo dare sin da ora un’anticipazione, certi di un aspetto beneaugurante; vi è un mondo, un «Altrove», ancora tutto poeticamente da perlustrare e raccontare, proprio come il Cielo parve alla grande mistica luogo «aperto» di infinite esplorazioni: «Ma dall’alto un solo stelo finissimo ti consegna l’Aperto».
(red)