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Suor Leonella, uccisa a Mogadiscio nel 2006, è beata

Una donna con un cuore “extralarge”. Una donna del dialogo. Sono alcuni dei tratti distintivi della personalità di suor Leonella Sgorbati, missionaria della Consolata, uccisa il 17 settembre 2006 a Mogadiscio è stata beatificata sabato 26 maggio, nella cattedrale di Piacenza. “Nei trent’anni in cui è stata in Kenya, Leonella ha fondato diverse scuole per dare un futuro ai giovani. La stessa cosa ha cercato di fare in Somalia, in un ambiente molto più complicato", ha spiegato all'agenziasir suor Renata Conti, consorella della religiosa uccisa e postulatrice della causa di beatificazione. Suor Leonella – al secolo Rosa Maria Sgorbati – nasce a Rezzanello di Gazzola, in provincia di Piacenza, il 9 dicembre 1940, ultima di tre figli. A dieci anni si trasferisce a Sesto San Giovanni (Milano) dove la famiglia apre un negozio di frutta e verdura. Il 5 maggio 1963 fa il suo ingresso tra le Missionarie della Consolata mentre la prima professione religiosa è del novembre 1965; sette anni dopo – in Kenya, dove arriva nel ’70 – emette la professione perpetua. “Quando era nella équipe direttiva della conferenza delle religiose del Kenya ha voluto che fossero rivisti i salari delle persone che lavoravano negli ospedali, perché fosse riconosciuto loro il giusto compenso e avessero un lavoro dignitoso", continua suor Renata. Il 18 aprile 2002 Leonella sbarca a Mogadiscio. Una sera di maggio 2006 suor Renata la incontra: “Mi raccontava la situazione della Somalia e mi diceva quella frase che ormai è famosa per chi conosce la sua storia: ‘ci sarà una pallottolina anche per me’. Le ho detto di non scherzare su queste cose ma lei era convinta. Pur essendo cosciente del rischio che correva non si è mai tirata indietro. Le ho consigliato di venire via per un po’ ma mi ha risposto: ‘non posso tradire questi giovani, lasciare le sorelle da sole, tradire la mia vocazione’. La paura c’era ma andava avanti con il sorriso, con la forza dell’amore per il Signore”. Anche il 17 settembre 2006 quando sette proiettili la raggiungono mentre dall’ospedale pediatrico torna a casa accompagnata dalla guardia del corpo Mohamed Mahamud, musulmano, ucciso insieme a Leonella. “Questa suora, che serviva i poveri e i piccoli in Somalia, è morta pronunciando la parola ‘Perdono’: ecco la più autentica testimonianza cristiana, segno pacifico di contraddizione che dimostra la vittoria dell’amore sull’odio e sul male”, le parole di papa Benedetto XVI nella preghiera dell’Angelus il 24 settembre 2006. Lo conferma anche suor Renata: “Era una donna del dialogo. Credeva che le religioni potessero convivere. Oggi continuerebbe a dire che è possibile andare d’accordo, darsi una mano per cercare il bene dell’uomo. Non dobbiamo chiuderci ma fare ponti come insegna papa Francesco”.

 

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