Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Mer 11 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Sviluppo sostenibile, diritto fondamentale

    di Silvia Sinibaldi

    Italia Caritas - febbraio 2015  

    È stato presentato in Italia a fine novembre il rapporto di Caritas Europa  sul diritto al cibo e la sicurezza alimentare (scaricabile dal sito www.caritas.eu). Si tratta di uno strumento utile e fruibile per tutti coloro che possono fornire raccomandazioni pratiche, tangibili e misurabili a chi può influenzare e decidere le politiche alimentari e di lotta alla povertà.

    Il diritto al cibo deve essere soddisfatto per tutti in maniera sostenibile e completa. Ma oggi ancora 805 milioni di persone nel mondo soffrono la fame, oltre 3 milioni di bambini muoiono ogni anno a causa di sottonutrizione e malnutrizione, circa 2 miliardi di individui soffrono di una o più deficienze micronutritive, accusando la mancanza di vitamine. Il tutto, mentre la Fao ribadisce che il cibo prodotto nel mondo è sufficiente per tutti, e lo sarebbe addirittura per una dieta di 2.770 chilocalorie al giorno. Progressi reali sono stati fatti nella lotta contro la fame (nel 2000 erano 930 milioni le persone che ne soffrivano, secondo le Nazioni Unite), ma ancora molta strada resta da fare per raggiungere quanto previsto, nel 2000 entro il 2015, dagli Obiettivi del Millennio fissati in sede Onu.

    Urge insomma pensare a un modello di sviluppo rinnovato, efficace e misurabile. Il rapporto di Caritas Europa avanza precise raccomandazioni, rivolte alle istituzioni europee, per ottenere politiche sostenibili, trasparenti e, soprattutto, efficaci. Sia le raccomandazioni che le conclusioni finali sono date a seguito dell’esperienza sul campo delle Caritas nazionali e diocesane, in collaborazione con i partner locali e le comunitá beneficiarie, in tanti paesi del mondo dove i deficit nutrizionali sono ancora realtà estesa, per esempio Cambogia, Bangladesh, Mauritania, Burkina Faso, Etiopia...

     

    Sfide e indicazioni precise

    Il documento cerca di affrontare tutte le dimensioni che condizionano la possibilità di vedere garantito il diritto al cibo per tutti. Le parole d’ordine del testo sono nutrizione, resilienza, cambiamento climatico, agricoltura famigliare e di piccola scala: per ognuno di questi temi vengono elencate sfide piccole e grandi ed elaborate indicazioni precise.

    Il rapporto del parlamento europeo sul post-2015 è stato, in proposito, un banco di prova importante. Per la prima volta, deputati di diversa provenienza geografica e politica hanno trovato un accordo nello stabilire che il cibo è un diritto umano fondamentale. L’esito del voto non era affatto scontato, soprattutto considerata la diversa opinione ufficiale di alcuni stati membri. Ma è stato la dimostrazione che un approccio basato sui diritti umani è l’elemento più forte su cui basare qualsiasi attività di pressione politica. È bello sapere che l’Europa, spesso «piegata su se stessa», per usare le parole di papa Francesco, ha trovato il coraggio di esprimersi in maniera forte sul tema del cibo.

     

    Obiettivi oltre il 2015

    Certo, la strada è ancora lunga. Le raccomandazioni del report richiedono lo sforzo di tante persone, a più livelli. Intanto, il 2015 costituirà un anno prezioso, con le molte occasioni di confronto che offre. La campagna Caritas “Una sola famiglia umana, cibo per tutti” sarà viva almeno ancora per qualche mese, in Europa è l’Anno dello sviluppo, Expo sarà una vetrina importante, a settembre ci sarà l’assemblea generale delle Nazioni Unite per definire i prossimi obiettivi sostenibili per lo sviluppo. E a dicembre, a Parigi, è attesa la grande conferenza sul clima, che porterà ad accordi vincolanti per tutti gli stati membri.

    Resta molta strada da fare. L’Ue con i suoi 28 stati membri è il principale donatore mondiale di aiuti allo sviluppo: è necessario che persegua obiettivi ambiziosi, per un’efficace lotta alla povertà, sia al proprio interno che ovunque, nel mondo. Girare la testa dall’altra parte non può più essere considerata un’opzione, per nessuno.

    News correlate

    News più lette