Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Dom 15 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Tenero: un secolo di storia e fede, tra gratitudine e nuove sfide

    di Silvia Guggiari

    Cento anni fa nasceva la parrocchia di Tenero: un traguardo importante per il quale i festeggiamenti organizzati dal consiglio pastorale sono già iniziati in settimana. Mercoledì pomeriggio l’attività con i ragazzi, mentre giovedì sera l’interessante conferenza del prof. don Carlo Cattaneo presso la Sala dell’Oratorio. Le celebrazioni continueranno domani con la S. Messa presieduta da mons. Alain de Raemy. Una comunità che non sembra sentire il peso di questi 100 anni di storia, ma che anzi vive con sempre nuovo entusiasmo il cammino di fede e le attività che cambiano e si evolvono per rimanere al passo coi tempi. È questo il ritratto che emerge dalle testimonianze di don Andrea, storico parroco di Tenero per ben 32 anni, e dell’attuale parroco don Cristian Buga.

    L’emozione di don Andrea

    Oggi 95enne, nel 1978 don Andrea Lafranchi entrò a Tenero come parroco, successore di mons. Ernesto Togni. È qui che vi abita ancora oggi, dopo che nel 2010 lasciò la parrocchia a don Cristian. Emozionato non riesce a trattenere la commozione nel ripercorrere i tanti anni vissuti a Tenero e nel raccontarci l’affetto che la gente ancora gli riserva. «Sono grato per quello che ho vissuto e che mi è stato donato negli anni trascorsi a Tenero», ci ripete più volte. «Qui ho trovato tanta buona volontà e la collaborazione di tanta gente: sono nate idee e attività alle quali la comunità ha sempre collaborato con entusiasmo e fedeltà. Negli anni Ottanta, inoltre, con la collaborazione delle autorità, abbiamo realizzato il restauro della chiesa, del campanile e dell’oratorio» conclude don Lafranchi.

    La realtà di oggi

    Trentadue, dicevamo, gli anni vissuti da parroco da don Andrea; lo stesso numero di anni che aveva don Cristian Buga quando iniziava il suo mandato di parroco a Tenero, nel 2010: «Quando io nascevo, il mio predecessore entrava in parrocchia», scherza don Cristian. «Don Andrea e prima di lui il vescovo Togni hanno seminato proprio bene: ed io ho ricevuto da loro una bellissima eredità. Ero un giovane sacerdote e piano piano ho cercato di portare avanti quello che già c’era, come la bella partecipazione alle celebrazioni, l’organizzazione della parrocchia e la possibilià di far fiorire realtà che ancora non esistevano. Ho trovato fin da subito una comunità entusiasta di partecipare alle proposte: dal primo anno, ad esempio, siamo partiti con le attività dell’oratorio il mercoledì pomeriggio con il gruppo “Divertiti con noi”. Oggi, sono affiancato da un gruppo di animatori e di mamme e proponiamo ai bambini delle elementari fino ai ragazzi di seconda media delle attività molte varie che possano mettere a contatto i piccoli con la vita e con la società che li circonda».

    I giovani nella Rete Pastorale

    Come ogni realtà, anche la parrocchia di Tenero è stata duramente colpita dalla pandemia, così dallo scorso settembre don Cristian si è messo al lavoro per recuperare ciò che questi anni avevano «distrutto»: «dal gruppo dei ragazzi, ai chierichetti, alle attività dei cresimandi, dagli anziani, al gruppo famiglie. È stato come ripartire con ogni cosa». Per quanto riguarda i giovani e i cresimandi, grazie al lavoro delle Reti Pastorali, da qualche tempo si è formato un unico gruppo con la parrocchia di Gordola, guidato da don Carlo Vassalli: «Nei momenti forti dell’anno liturgico ai ragazzi vengono proposte celebrazioni penitenziarie, altrimenti le attività possono essere molto conviviali come pizzate e cineforum. Recentemente hanno vissuto anche un bel pellegrinaggio a Roma». Altro capitolo è quello delle famiglie: «Da settembre abbiamo ripreso gli incontri mensili il venerdì sera: una cena condivisa e poi, mentre i ragazzi sono impegnati in altre attività, proponiamo un momento di riflessione a partire da un testo di papa Francesco piuttosto che una tematica vicina alle famiglie. L’ultima volta ad esempio abbiamo parlato del perdono nell’ambito famigliare». Don Cristian ci racconta inoltre del gruppo anziani e, infine, dello storico gruppo scout Tenero-Gordola che ogni sabato si ritrova nelle sale dell’oratorio.

    Ma qual è il sentimento che don Cristian prova davanti ai 100 anni di vita della sua parrocchia? «Raggiunto questo traguardo del primo secolo di vita, la parola che mi esce spontanea è sempre quella della “gratitudine”: gratitudine innanzitutto al Signore per quello che ha fatto nella comunità in questi 100 anni attraverso di noi; e poi gratitudine ai parrocchiani che in tantissimi modi sostengono la parrocchia, perché se la comunità è arrivata fino a qua è anche grazie a loro che ereditando i valori della fede li portano avanti con un po’ di fatica ma anche con tanta gioia. Tenero è una parrocchia molto viva e vivace e io sono grato per essere il parroco di tale realtà».

    Domenica 26 la festa con mons. de Raemy

    La parrocchia di Tenero festeggerà il Centenario della sua fondazione domenica 26 marzo. Ecco il programma della giornata di festa: alle ore 10 la S. Messa nella chiesa dei SS. Pietro e Vincenzo presieduta da Mons. Alain de Raemy. Seguirà un momento di rinfresco offerto ai presenti sul piazzale della chiesa. Alle ore 12.30 Pranzo comunitario (solo per gli iscritti) nel salone dell’Oratorio «San Giovanni Bosco»; alle ore 15 Lode vespertina e momento di preghiera al cimitero. In occasione del centenario, negli spazi della parrocchia, è stata anche allestita una mostra con i passaggi significativi di questi 100 anni della Parrocchia di Tenero.

    News correlate

    News più lette