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The Economy of Francesco: il prof. Crivelli della SUPSI sull’iniziativa del Papa

Era il 2019 e papa Francesco, con una lettera, annunciava un importante appuntamento ad Assisi, chiamato The Economy of Francesco, per incontrare e riunire «chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda». Obiettivo, scriveva il Papa nella lettera, è arrivare a «fare un patto per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani».

Dopo il primo incontro, svoltosi online nel 2020, al quale hanno partecipato oltre 2000 giovani economisti, imprenditori e changemaker di 120 Paesi del mondo, poche settimane fa si è tenuto un secondo incontro online e in presenza ad Assisi mentre nell’autunno del 2022 si svolgerà un terzo incontro insieme al Papa. Membro del comitato scientifico di The Economy of Francesco, Luca Crivelli – direttore del Dipartimento di economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) –rifletteconnoisull’iniziativadelPapa per «ri-animare l’economia».

Quali peculiarità connotano il processo The Economy of Francesco (EoF)?

«Anzitutto il fatto che si tratti, appunto, di un processo: non è un evento di circostanza né un summit economico. Nato in risposta alla lettera del Papa e impegnato a costruire una economia integrale, inclusiva, generativa e attenta al grido dei poveri, questo processo non ha padroni: nessuno lo comanda sebbene vi sia un comitato scientifico che ha compiti di indirizzo e coordinamento, e nel corso del tempo siano emersi tra i giovani partecipanti alcuni leader. Inoltre nessuno ne conosce il perimetro: le attività che hanno preso vita dal 2019 ad oggi sono centinaia, in tutto il mondo. È impossibile censirle tutte. Al termine del primo incontro online del 2020 è stato redatto un decalogo che offre importanti indicazioni di lavoro, ma nessuno può dire ora quale traguardo sarà raggiunto proprio perché è un processo; nostro compito è esserne i custodi. Oltre al Vangelo, abbiamo due luci che illuminano il cammino: san Francesco d’Assisi e il ricco patrimonio francescano e papa Francesco con i suoi generosi, importanti interventi in tema di economia».

La tessitura di salde reti di legami è componente irrinunciabile per quell’economia diversa che si vuole costruire?

«Sì. Naturalmente bisogna badare che le reti di legami che si tessono siano accoglienti e disponibili all’incontro con altre reti, non siano quindi chiuse né ripiegate su se stesse, incapaci di confronto e collaborazione. Per questa ragione EoF ha una duplice dimensione: locale e globale. Abbiamo promosso legami tra i giovani, che nei singoli territori si riuniscono e lavorano insieme condividendo riflessioni, progetti, buone pratiche, idee per nuove forme di imprenditorialità attente alla sostenibilità sociale e ambientale. Allo stesso tempo, poiché esistono problemi di portata internazionale, abbiamo costituito dodici Villaggi EoF, dedicati ai grandi temi economici del nostro tempo che richiedono il contributo di persone e gruppi provenienti da tutti i Paesi».

Questo lavoro costruito sui legami produce, insieme a buone prassi, pensiero economico di alto profilo.

«Certamente. A breve sarà pubblicato un volume in inglese che raccoglie una selezione degli interventi tenuti negli ultimi nove mesi da illustri economisti e da giovani studiosi che si sono incontrati e confrontati: sarà il primo manuale accademico di economia nato da EoF. Abbiamo anche costituito la EoF Academy, una rete internazionale di studiosi (in maggioranza giovani) che conduce e promuove ricerca scientifica su questioni relative a EoF».

In Svizzera lei sta promuovendo qualche particolare iniziativa connessa a EoF?

«Insieme ad alcuni colleghi sto lavorando alla creazione di un centro dedicato all’economia circolare da realizzare nel Canton Ticino con il coinvolgimento di personalità del mondo economico, accademico e politico. Alla SUPSI ho incoraggiato e sostenuto un progetto di riorganizzazione della formazione manageriale volto a promuovere quell’umanesimo che potrà consentire ai futuri leader di far fronte alle enormi sfide della nostra epoca. Sono inoltre tra i promotori del lavoro che il comitato scientifico di EoF, la SUPSI e la facoltà di teologia di Friburgo stanno avviando insieme per disegnare un nuovo, originale percorso formativo dedicato a teologia ed economia».

di Cristina Uguccioni

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