Ha mai vissuto un’esperienza di ecumenismo cristiano che l’ha colpito particolarmente? Perché?
“Ho vissuto esperienze di autentica condivisione ecumenica soprattutto durante i miei studi universitari, non da ultimo essendomi interessato di una figura dall’alto profilo ecumenico quale il pastore luterano e cospiratore anti-nazista Dietrich Bonhoeffer (1906-1945). La formazione accademica mi è stata di stimolo per contatti interconfessionali fruttuosi, talvolta scaturiti in impegno condiviso a favore dei più bisognosi, quali i rifugiati o la promozione dei diritti umani fondamentali.”
Fra Martino Dotta
“Nel senso largo, nel momento della preghiera per la pace a Assisi nel 1986 con Giovanni Paolo II. Ha mostrato aldilà delle domande che alcuni si sono posti sul rischio di relativismo religioso, che la religione non è necessariamente causa di violenza ma via per incontrarsi guardando verso il Trascendente rivelato o cercato in modo ancora imperfetto. Non si può uccidere nel nome del Dio rivelato. E la spiritualità di qualsiasi uomo “religioso” merita rispetto ma anche accompagnamento nello spirito di Gesù come lo hanno anche mostrato i monaci di Tibhirine uccisi in Algeria nel 1996 da fondamentalisti islamici.”
Don André Jerumanis, Professore alla Facoltà di Teologia di Lugano