Alzi la mano chi, all’uscita della messa domenicale, si ricorda il contenuto delle letture appena ascoltate. Una statistica dice che è meno del 20% delle persone. Su cento persone, 80 non riescono a conservare traccia nella memoria di quello che è stato letto dall’ambone. Non si tratta di farne una colpa a chi si trova in questa condizione. I pensieri e le preoccupazioni di tutti i giorni che esplodono nella testa, la normale disattenzione con cui ascoltiamo parole e rumori che ci circondano, l’udito che forse non è più quello di una volta, il lettore che inciampa nelle parole. I motivi sono tanti e se li citiamo non è certo per colpevolizzare chi si trova tra gli …immemori. Ma per far sì che il dono della Parola non vada sprecato e ricada nel vuoto. È questa la preoccupazione che ha fatto sì che Giampaolo Gotti, attore, regista e insegnante presso l’Accademia Dimitri, abbia messo la sua esperienza e la sua professionalità al servizio della Parola, proponendo un Laboratorio mensile per le lettrici e i lettori della liturgia domenicale e per chiunque desideri apprendere a comunicare la Parola.
Iniziato il 26 ottobre scorso al Centro La Torre di Losone, il corso – che prevede 5 incontri più una giornata di ritiro – ha raccolto l’interesse di molti. Infatti, sono una trentina le persone che lo stanno attualmente seguendo. «La parola di Dio è notevole di per sé – spiega Giampaolo Gotti – ma se chi la propone si prepara e si “purifica”, la sua proposta sarà più efficace». «Ma lo sforzo, prosegue Gotti, dev’essere fatto da entrambe le parti: sia da chi propone la Parola, sia da chi l’ascolta». Non è una questione di concentrazione ma piuttosto di piacere: da un lato di porgere la Parola e dall’altro di accoglierla. Per questo gli incontri che Giampaolo Gotti sta tenendo a Losone, non si limitano alla forma, nel senso che riguardano la dizione o propongono tecniche attoriali per meglio saper gestire la lettura e il “pubblico” che si ha davanti, ma procedono secondo la modalità della Lectio Divina, l’antico insegnamento dei Padri della Chiesa che individua e suddivide in diversi momenti, l’incontro con la parola di Dio, ossia la collatio, la ruminatio, la meditatio, e la contemplatio. Un vero e proprio percorso di avvicinamento graduale al testo che, secondo Gotti, sarebbe auspicabile che tutti coloro che nel culto domenicale comunicano all’assemblea la Parola di Dio, avessero compiuto.
L’invito di Giampaolo Gotti, al di là della possibilità che il suo corso offre, è quello di voler evitare letture frettolose, fatte a prima vista senza che su quelle parole vi sia stato il minimo lavoro previo. E l’invito, del regista e attore, va anche a chi quelle parole le ascolta. «Sarebbe bello, prosegue, se i fedeli si preparassero all’incontro domenicale. E l’ascolto della Parola fosse per loro non una sorpresa ma l’incontro con un testo già conosciuto, meditato, familiare. «Questi primi rudimenti per l’uso della Parola nella Liturgia potrebbero accendere piccoli focolai che danno vita a tanti gruppi di “Far parlare la Parola”», questo il titolo del corso, che Gotti sogna ed immagina si potrebbe portare avanti anche a livello ecumenico.