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Dom 15 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Un incontro tra vescovi europei in vista del Sinodo

    di IACOPO SCARAMUZZI

    Vatican Insider

     

     

    Il divorzio e la comprensione cristiana della tradizione «nella storia» e «sulla base del discernimento delle realtà spirituali da parte dei fedeli e attraverso l’insegnamento del magistero». La sessualità come «linguaggio dell’amore e dono prezioso di Dio». Le biografie delle singole persone come «storia di grazia» e la «presa di distanza dalle eredità tradizionali» come sfida «per la pastorale coniugale e familiare». Sono i punti affrontati nel corso di una giornata di studio promossa dai presidenti delle conferenze episcopali di Germania, Svizzera e Francia, ieri alla Pontificia università Gregoriana di Roma, che, in vista del prossimo sinodo di ottobre sulla famiglia, ha «chiarito – si legge in un comunicato diffuso a conclusione dai vescovi tedeschi – che il dibattito teologico sul futuro del matrimonio e della famiglia è necessario e ricco di promesse».

     

     

    La giornata di lavoro, promossa dal card. Reinhard Marx (vescovi tedeschi), mons. Markus Buechel (svizzeri) e mons. Georges Pontier (francesi), ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone tra esponenti della Curia romana, teologi e vescovi, alcuni dei quali saranno padri sinodali. Si tratta del secondo appuntamento del genere dopo una analoga riunione a porte chiuse che si è svolta a gennaio scorso a Marsiglia. Il sinodo di ottobre prossimo rifletterà su «Vocazione e missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo». «Il desiderio dei tre presidenti – si legge nella nota – era di arricchire la riflessione sui fondamenti biblici e teologici di questi temi e precisare le problematiche al cuore dei dibattiti attuali sul matrimonio e la famiglia».

     

     

    Tre, riferisce sempre la nota, i temi affrontati. Il primo è stato «l’interpretazione biblica delle parole di Gesù sul divorzio: come comprendere le parole di Gesù in quanto tali e nel contesto dell’annuncio del regno di Dio e della tradizione della Chiesa? Secondo la costituzione Dei Verbum del Concilio vaticano II – prosegue la nota – la comprensione cristiana della tradizione si sviluppa nella storia, sulla base del discernimento delle realtà spirituali da parte dei fedeli e attraverso l’insegnamento del magistero». Una seconda fase «ha preso in esame i dati di una teologia dell’amore, riflettendo in particolare sulla sessualità come linguaggio dell’amore e dono prezioso di Dio. Questa teologia è in attesa di proposte nuove, che entrino in dialogo intenso tra la teologia morale tradizionale e i migliori contributi dell’antropologia contemporanea e delle scienze umane». Un terzo tempo di interventi, infine, «in una prospettiva di teologia narrativa» ha affrontato «le condizioni della biografia delle singole persone come storia di grazia. Nel contesto sociale pluralista e complesso delle nostre società, l’individuo è chiamato a confrontarsi con crescenti difficoltà senza posa nella costruzione responsabile della propria vita. La presa di distanza dalle eredità tradizionali rende questa costruzione ancora più delicata. I progetti personali e i giudizi di coscienza svolgono un ruolo molto più importante. Tutto ciò ha un forte impatto nella comprensione morale della vita e costituisce altrettante sfide per la pastorale coniugale e familiare».

     

    Tutti questi temi «esposti e dibattuti», conclude la nota, «hanno messo in luce la diversità degli approcci attuali sulla teologia del matrimonio e della famiglia. Questa giornata di studi ha tuttavia chiarito che il dibattito teologico sul futuro del matrimonio e della famiglia è necessario e ricco di promesse».

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