Manuela Masone racconta il suo cammino dal discernimento alla scelta del sì.
di Silvia Guggiari
Una vita intensa, fatta di discernimento, di scelte, di esperienze forti che hanno portato oggi Manuela alla vigilia di un grande passo definitivo, quello della sua vocazione. Stiamo parlando di Manuela Masone, luganese doc, nata e cresciuta a Bré, che il 22 novembre verrà consacrata secondo il rito dell’Ordo Virginum. Il suo è stato un cammino iniziato all’età di 16 anni quando, ci spiega Manuela, «ho vissuto un’esperienza con alcuni giovani del Rinnovamento nello Spirito ed ho iniziato un percorso di fede. A 20 anni ho poi deciso di lasciare il lavoro alla curia vescovile per trascorrere un anno nella Comunità delle Beatitudini nel Vallese, per poter discernere la mia chiamata».
Nella Comunità Manuela vi rimane 15 anni, «durante i quali - continua - ero impegnata, nelle diverse case in Svizzera, in Italia e in Francia, nell’evangelizzazione di strada e nell’accompagnamento spirituale dei giovani. Circa cinque anni fa sono poi uscita dalla Comunità per diverse ragioni, in particolare perché sentivo che per vivere la mia chiamata dovevo stare in mezzo alla gente. Sono così tornata a Lugano dove mi sono iscritta alla Facoltà di Teologia e sono tornata alla vita “normale”».
Da due anni e mezzo Manuela lavora nell’area turismo ed eventi del Dicastero Giovani e Lavoro del comune di Lugano, ma oltre il lavoro c’è anche l’attività di volontariato che la vede attiva all’interno della Pastorale Giovanile. Tanti i progetti da portare avanti e quelli da avviare: uno in particolare, quello della Consulta Giovani (vedi GdP del 9 ottobre 2014), sembra starle particolarmente a cuore. «Un progetto nuovo iniziato quest’anno - ci spiega - che intende offrire dei momenti attraverso i quali si desidera capire come impostare al meglio la Pastorale a misura dei giovani della nostra diocesi. Abbiamo fatto un primo incontro con i ragazzi, gli animatori e gli operatori per capire insieme a loro quali possono essere le difficoltà ma soprattutto quali le proposte e i loro desideri per il futuro». Ci spiega dunque che le proposte per gli adolescenti e i giovani dai 14 ai 30 anni non mancano; «un percorso che funziona sempre molto bene è quello proposto dall’Azione Cattolica».
Lavoro e volontariato si incrociano dunque nella vita di Manuela; al centro i giovani, le loro domande, i loro desideri. «Sono ambiti diversi - racconta - con il lavoro mi occupo della formazione di apprendisti e di giovani in stage ed ho la possibilità di avere una buona visione dei giovani che magari non frequentano la diocesi e sono lontani dalla Chiesa. Cerco dunque di capire qual è la mentalità di oggi, quali gli interessi di queste generazioni. Sicuramente le due attività in cui opero si favoriscono l’un l’altra». Ma tornando alla sua vocazione ci spiega che «la prima tappa importante è stata proprio l’esperienza col Rinnovamento a 16 anni dove, per la prima volta, ho capito che Dio mi amava e che aveva dato la sua vita per me. Quindi ho iniziato a volerlo conoscere e ad approfondire la Sua Parola. A poco a poco sentivo che volevo portare ad altri giovani l’esperienza che era stata donata a me, cioè quella dell’evangelizzazione per strada. Inizialmente avevo un’idea negativa della vita religiosa, ma a poco a poco, approfondendo la mia conoscenza di Dio, mi sono lasciata sedurre da Lui e ho iniziato ad aprirmi alla possibilità di una chiamata e della consacrazione per portare agli altri il Suo amore e per poterLo amare. “AmarLo e farLo amare” è una frase di Santa Teresina che sento particolarmente mia».
L’Ordo Virginum, un cammino di consacrazione laicale nel mondo, Manuela l’ha conosciuto attraverso un’amica che nel 2002 si è consacrata. In Ticino non è la prima persona a fare questa scelta.
«Quando mi sono trovata a scegliere per la mia vita, l’Ordo Virginum mi è sembrata la scelta che mi corrispondeva maggiormente: mi affascinava la possibilità di rimanere attiva all’interno della società con il lavoro, ma dando anche una testimonianza di fede e vivendo una vita nella preghiera».