di Suor Sandra Künzli Oggi, anche nel nostro paese, le persone scelgono spesso il suicidio assistito perché non riescono a dare uno scopo alla loro esistenza. Il più delle volte (oltre che a essere malate gravemente) si sentono sole e abbandonate e non hanno più motivazioni per continuare a vivere. Purtroppo nella società attuale si capisce sempre meno il senso alla sofferenza che è stata nobilitata con la morte di Cristo sulla Croce. La prova, affrontata con abbandono, in unione con le sofferenze di Cristo e offerta a Lui, è un potente mezzo di redenzione. Così scriveva S. Faustina nel suo Diario; ecco le parole di Gesù: “Voglio insegnarti a salvare le anime con la preghiera e il sacrificio. Con la preghiera e la sofferenza salverai più anime di un missionario”. Papa Francesco rivolto agli “Operai della Croce” e ai volontari della sofferenza così si esprime: “Ci sono, infatti, modi giusti e modi sbagliati di vivere il dolore . Un atteggiamento sbagliato è quello di vivere il dolore in maniera passiva, lasciandosi andare con inerzia e rassegnandosi. Anche la reazione della ribellione e del rifiuto non è un atteggiamento giusto. Gesù ci insegna a vivere il dolore accettando la realtà della vita con fiducia e speranza, mettendo l’amore di Dio e del prossimo anche nella sofferenza: l’amore trasforma ogni cosa”. Tutti prima o poi, siamo confrontati con prove fisiche o morali, da superare con la fede e la vicinanza di persone amiche. Nel suo cantico delle creature San Francesco scriveva: “Laudato sì, mio Signore per quelli che perdonano per lo tuo amore, et sostengono infirmitate et tribulazione; beati quelli kel sosterranno in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.” Preghiamo il Signore per tutti perché cambi tante lacrime in serenità e pace. Affermava Padre Pio: “Maria ti converta in gioia tutti i dolori e Gesù sia la stella che ti guidi lungo il deserto della vita. “ di Suor Sandra Künzli